La conferenza a Vag 61 del 14 dicembre 2006

Appello di Silvia Baraldini per Mumia Abu Jamal

Silvia ripercorre la vicenda del giornalista afroamericano che per molti anni ha scritto dal braccio della morte. Per Mumia si potrebbe aprire uno spiraglio.







7 febbraio 2007 - Michele Giogoli

Mi sono accorta che la gente conosce molto poco degli Stati Uniti. Oltre all'operato del suo governo nel mondo, la guerra preventiva e l'occupazione dell'Iraq, degli Stati Uniti stessi come entità politica in verità c'è poca conoscenza. L'idea che viene trasmessa di un paese omogeneo è sbagliata. Gli Stati Uniti sono almeno 4 nazioni contenute in un continente: i coloni europei, i nativi che hanno subito l'invasione, i messicani che hanno perso due terzi del loro paese e gli afroamericani che sono stati presi e portati in schiavitù. Questa situazione in ogni punto storico unisce o divide il paese. Ci sono tre realtà degli Stati Uniti che non hanno gli stessi diritti della persona media bianca.
Mumia Abu Jamal
Una delle organizzazioni che ha messo bene in luce il ruolo della repressione della polizia per mantenere la pace sociale, che ha spiegato una contraddizione irrisolta da più di 400 anni, è stata il partito delle Pantere Nere (Black Panthers Party). Per capire gli Stati Uniti oggi bisogna vedere e analizzare le condizioni degli afroamericani in particolare. Qualcuno mi ha detto: "Ma c'è Condoleeza Rice ". Ok c'è un'eccezione che conferma la regola.

E' ormai chiaro l'atteggiamento storico del governo di fronte a questo problema, è emerso infatti un piano del governo (chiamato COINTEL-PRO) che mirò ad eliminare tutti quei leaders che svolgevano la funzione di unire le comunità afroamericane. Basta ricordare gli omicidi di Malcolm X e Fred Hampton.

Per chi non lo conosce, Mumia giovanissimo all'età di 17 anni si è iscritto al partito delle Pantere Nere di Philadelphia e siccome gli interessava la carriera di giornalista ha iniziato a collaborare con una delle radio indipendenti che esistevano in quella città. Nel suo ruolo di giornalista ha molto difeso MOVE, una piccola comunità nera con una filosofia molto particolare: erano vegetariani, non volevano che i figli fossero educati nelle scuole statali, abitavano in collettivi, avevano uno stile di vita che molte persone non riuscivano ne a comprendere ne ad accettare. Mumia ha sempre difeso il loro diritto ad esistere e anche il diritto di non mandare i loro bambini alla scuola statale per educarli loro stessi.

Nel contesto di un conflitto abbastanza duro tra il sindaco, la polizia e MOVE, una sera Mumia mentre guidava il suo taxy (come sanno le persone che lavorano per le radio alternative non puoi mantenere una famiglia con quello stipendio), in una parte di Philadelphia con un alto tasso di prostituzione, ha visto un poliziotto che assaliva il fratello ed è intervenuto. In questo confronto il poliziotto è morto e la Polizia ha accusato Mumia di averlo ucciso. Questi fatti avvennero 25 anni fa il 9 dicembre del 1981.

Così Mumia è stato condannato ed è nel braccio della morte nello stato di Pensilvenia dal 1982 dopo la fine del primo processo. Finalmente nel 2001 una corte federale ha riconosciuto che c'erano stati degli sbagli fondamentali nel suo processo ed ha eliminato la pena di morte.

Questa decisione non ha determinato la sua liberazione perchè il procuratore ha subito fatto appello, perciò non è vero che non può più essere giustiziato, ma la decisione del giudice federale ha dato alla difesa gli strumenti per dimostrare delle irregolarità avvenute durante e dopo il processo. In particolare sulla composizione della giuria si è potuto contestare che in una città con una presenza afroamericana del 44% i giurati neri fossero soltanto due.Ciò è stato possibile perchè il procuratore ha usato i cosiddetti " peremptory challenges", poteri che gli consentono di escludere giurati senza spiegarne il motivo, egli poteva escludere 15 persone e 11 sono state afroamericane. La difesa ha ottenuto l'opportunità che una corte si esprimesse sul questo uso dei "prehemtury challanges" e se l'esito dovesse darle ragione significherebbe che Mumia ha diritto ad un altro processo.

E' una possibilità forse unica perchè politicamente questo uomo svolge un ruolo importantissimo all'interno degli Stati Uniti, come giornalista collabora con centinaia di media locali e si è dimostrato un geniale critico della presente situazione politica e culturale.

Sarebbe importante non solo per lui ma per tutto il movimento se Mumia potesse tornare ad essere quello che vuole, un giornalista, uno scrittore e un membro della sua comunità.

Per farvi capire com'è pericoloso questo caso negli Stati Uniti politicamente cito questo fatto: la città di Saint-Denis, un sobborgo di Parigi, l'altra primavera gli ha nominato una strada "rue Mumia Abu Jamal". La scorsa settimana il congresso ha votato una risoluzione, con i soli 32 voti contrari dei congress men afroamericani, nella quale si chiedeva la revoca e si minacciavano sanzioni. Con tutte le cose che stanno accadendo nel mondo sembra un pò ridicolo che il congresso degli Stati Uniti prenda il tempo per votare su una cosa del genere, ma lo hanno fatto perchè il caso di Mumia non è il semplice caso di una persona che ha subito un'ingiustizia, lui ha iniziato a simbolizzare la contraddizione razziale mai risolta. Sono sette milioni le persone in carcere negli USA, i giovani afroamericani finiscono più in prigione che all'Università, quando si parla di democrazia negli Stati Uniti bisogna stare molto attenti perchè per certe persone quella democrazia esiste, per altre no.

In questi casi come nel mio, la solidarietà internazionale è essenziale. Siccome so che in Italia ad un certo punto c'è stato un movimento di solidarietà con Mumia Abu Jamal, e specialmente perchè tutto avverrà nei prossimi tre mesi, penso che far sentire anche la voce dell'Italia sarebbe importante.