Speciale / La Fiera delle precarietà

Sfruttamento e guerra tra poveri: i controllori dei controllori

Un approfondimento sulle condizioni di lavoro dei dipendenti Promotor/Best Union, assunti sostanzialmente per controllare gli Addetti al Controllo di BolognaFiere, tra i più sfruttati tra coloro che operano nel quartiere fieristico, e sui rapporti tra le due categorie di lavoratori.
22 marzo 2009

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  Da quando esiste il Motor Show, esistono anche i ragazzi della Promotor (la storica società organizzatrice dell'evento, che ha fatto capo per decenni ad Alfredo Cazzola), assunti sostanzialmente per controllare il lavoro degli Addetti al Controllo  di BolognaFiere. Ovviamente la cosa ha sempre creato notevoli tensioni con i dipendenti BolognaFiere, che non erano certi felici di essere controllati e a volte contestati nel loro lavoro da ragazzi assunti da un'altra azienda. Dopo i primi, duri scontri (sia in sede di rapporti sindacali sia "sul campo" agli ingressi) si era progressivamente raggiunto un informale e delicato equilibrio, per cui i ragazzi Promotor controllavano le tessere espositori ma non interferivano nel lavoro di controllo dei biglietti ordinari svolto dal personale BolognaFiere.

   Nel Motor Show '08, il primo organizzato dalla società francese GL Events dopo la vendita di Cazzola, la situazione si è leggermente modificata. Per la prima volta la Promotor (che resta comunque la società organizzatrice e lavora sotto la GL Events) ha chiamato i ragazzi tramite la Best Union, un'altra azienda che solitamente gestisce per conto della Fiera i sistemi informatici legati alle casse ed ai tornelli.

   Ci è sembrato logico approfondire la questione, sia dal punto di vista delle condizioni di lavoro dei dipendenti Promotor/Best Union, che sono tra i più sfruttati tra coloro che operano nel quartiere fieristico, sia rispetto ai rapporti tra le due categorie di lavoratori.

 


 

Non è stato inizialmente facile convincere i ragazzi della Best Union a concederci le interviste. Il primo che si mostra disponibile, dopo diversi tentativi a vuoto, è addirittura il responsabile di uno degli ingressi.

  Da chi siete assunti e con che tipo di contratto?

  Siamo assunti dalla Best Union, ma per conto di Promotor, non a caso abbiamo giubbotti e tesserini della Promotor. Ci assumono con un contratto di collaborazione occasionale, siamo pagati in ritenuta d'acconto.

  Quanto siete pagati e che turni fate?

  Facciamo turni di 12 ore al giorno, dalle 7 alle 19. Ma c'è anche chi sceglie di fare dei turni più brevi. Ci pagano 7,50 euro l'ora lordi, quindi circa 6 euro netti.

  12 ore al giorno per tutti i giorni del MotorShow? Avete il giorno di riposo?

  No, niente giorno di riposo. Possiamo scegliere tra un turno breve da 6 ore o uno completo da 12, e facciamo quello per tutti i 10 giorni di MotorShow.

  Cosa succede in caso di malattia? Siete ugualmente pagati?

  Fornendo all'azienda il certificato medico è possibile essere pagati, ma nessuno lo fa. La prassi è che se qualcuno proprio sta male avvisa prima possibile e si cerca di sostituirlo.

  Sai niente sulle condizioni di lavoro dei ragazzi chiamati direttamente da Promotor negli anni scorsi, quindi non attraverso Best Union?

  Non è cambiato nulla, lavoriamo esattamente alle stesse condizioni.

  Quali sono le esattamente le vostre mansioni?

  Dobbiamo semplicemente controllare che nessuno entri senza biglietto.

  Ma non lo fanno già i dipendenti di BolognaFiere?

  È chiaro che noi esercitiamo anche un controllo indiretto su di loro, ma, almeno in questo ingresso, non c'è mai stato nessun tipo di problema. Tra l'altro quest'anno entra molta meno gente senza biglietto.

  Come fate ad avere questo tipo di dati? Lo dici solo rispetto al tuo ingresso?

  No, in generale siamo più seri agli ingressi e sappiamo che quest'anno stanno entrando molte persone senza biglietto.

  Ma com'è possibile avere questo dato sulle decine di migliaia di persone che entrano ogni giorno? Chi entra senza biglietto non è registrato da nessuna parte e la proporzione è incalcolabile...

  (Il ragazzo assume un'espressione sorniona, concede quest'ultima risposta, poi diventa impossibile strappargli altro)

  Fidati, se ti dico che sta entrando meno gente senza biglietto vuol dire che lo so.

 


 

  Dopo un'altra ricerca non semplice, riusciamo a parlare con un ragazzo di Best Union/Promotor che lavora ad un altro ingresso, in una situazione abbastanza tranquilla, ed emergono una serie di elementi utili e di valutazioni interessanti.

  Confermi quello che ci è stato detto sulle vostre condizioni di lavoro? 6 euro netti l'ora e turni da 12 ore, niente giorno di riposo?

  Certo, le condizioni sono quelle. Tra l'altro sono le stesse anche per i nostri capi.

  Intendi quelli che coordinano i vari ingressi?

  Non solo. Ci sono un certo numero di coordinatori di ingresso, un paio in più rispetto al numero degli ingressi per poter ruotare, ma anche due coordinatori generali di tutto il quartiere. E anche questi ultimi lavorano alle nostre stesse condizioni.

  Stranissimo. Tre livelli gerarchici nel lavoro senza nessuna differenziazione, anche solo salariale...

  Sì è strano, ma tutto sommato tra di noi questo crea anche una situazione di fiducia reciproca. E comunque chi accetta questo lavoro sa in anticipo le condizioni a cui lavorerà.

  Non è un buon motivo per violare le leggi sul lavoro italiane ed europee. 12 ore per 7 giorni fa 84 ore, molte più del consentito...

  A livello legale, credo che la scappatoia stia nel fatto che noi non risultiamo dipendenti, ma collaboratori occasionali. Per quanto riguarda noi ragazzi, una volta che decidiamo di fare questa fiera siamo solo contenti di lavorare di più e quindi guadagnare di più.

  Anche la paga oraria è molto bassa, rispetto al costo della vita attuale, non credi?

  Sì, è abbastanza bassa, ma vale il solito discorso: lo sai prima e sei libero di accettare o meno il lavoro. Piuttosto la cosa che mi arrabbiare è un'altra...

  Quale?

  Che noi non abbiamo diritto né ad un buono pasto, né a nessun tipo di sconto nei bar interni. Siamo trattati come visitatori del MotorShow e non come gente che ci lavora. Considerando che nell'arco di 12 ore qualcosa devi pur mangiare e che i prezzi nei bar sono altissimi è un problema serio.

  Se tu dovessi identificare delle responsabilità per la situazione si sfruttamento che in qualche modo subisci, da chi partiresti? Leggi sbagliate, mancata applicazione delle leggi, aziende che speculano?

  Non ho dubbi, il problema sono le leggi nazionali sul lavoro che consentono un certo tipo di contratti. Una volta che leggi ci sono è normale che le aziende le applichino a loro vantaggio, e peraltro se non lo facessero perderebbero gli appalti...

  Cambiando argomento, quali sono esattamente le vostre disposizioni? È vero che in qualche modo il vostro lavoro consiste nel controllare il personale BolognaFiere? 

  Assolutamente sì. La prassi è che noi dobbiamo controllare le tessere, e non strappare i biglietti ordinari. Ma abbiamo anche indicazione di segnalare con un rapporto scritto ai nostri superiori se un dipendente di BolognaFiere fa entrare qualcuno gratis.

  Addirittura? Una segnalazione scritta?

  Esatto. Anzi, l'indicazione è di cercare di scoprire il nome del singolo lavoratore che ha fatto entrare qualcuno e segnalare il fatto con nome e cognome.

  Ma voi non avete assolutamente l'autorità per chiedere il nome ad un dipendente di un'altra azienda.

  No, e infatti è vero che queste sono le nostre indicazioni di lavoro, ma per quanto riguarda il nome e cognome sono di fatto inapplicabili. Credo che un mio collega nei giorni scorsi abbia provato a farsi dare qualche nome da un responsabile di BolognaFiere, ma oltre alla risposta negativa si è preso anche degli urli...

 


 

Intervista a Tiziana, Addetta al Controllo di BolognaFiere, assunta da oltre vent'anni con contratto part-time a tempo indeterminato, sui rapporti con i ragazzi Best Union/Promotor.

  Quando hai lavorato per la prima volta con i ragazzi di Promotor alle spalle?

  Credo fosse il 1985, comunque al mio primo MotorShow loro c'erano già.

  Com'erano i rapporti?

  All'inizio estremamente tesi. Poi col passare degli anni la situazione si è un po' calmata e si sono raggiunti piccoli compromessi, più o meno espliciti, che hanno permesso di arrivare ad un livello di convivenza non troppo problematica.

  Compromessi del tipo?

  In pratica l'accordo informale è che loro controllano chi ha le tessere (e al MotorShow sono una piccola minoranza), ma non interferiscono nel nostro lavoro di controllo dei biglietti ordinari.

  Nel corso di questi decenni, tu hai avuto anche almeno due occasioni di aperto conflitto con i ragazzi Promotor, vero?

  Sì, la prima situazione delicata si verificò ad un ingresso, quando uno di loro bloccava fisicamente e aggrediva verbalmente tutti i ragazzi con il biglietto ridotto che secondo lui avevano più di 14 anni (la soglia oltre cui si paga l'intero). A parte il fatto che un ragazzo sotto i 14 anni non è tenuto ad avere con sé un documento e quindi un controllo reale è impossibile, i suoi modi erano davvero insopportabili.

  Com'è finita?

  Dopo aver provato a risolvere la questione attraverso i miei responsabili, senza riuscirci, ho fatto chiamare direttamente Cazzola, minacciando anche una denuncia. Il ragazzo è stato spostato e non l'ho più visto.

  E il secondo caso?

  In quell'occasione lavoravo ad un ingresso per operatori, non a un ingresso al pubblico. Io e altri colleghi avevamo già notato un ragazzo di Promotor che controllava, quasi spiava, il nostro lavoro da dentro le porte del padiglione più vicino. Ad un certo punto è entrato un dipendente di una ditta che esponeva all'interno, faceva parte di una lista di nomi che ci avevano fornito e ci ha mostrato regolarmente il documento. Il ragazzo deve aver pensato che fosse un nostro amico che volevamo far entrare gratis e ha letteralmente braccato il signore, si è rischiata davvero la rissa.

  E in quel caso com'è finita?

  Quella volta bastò la mia segnalazione ad un mio responsabile perché il ragazzo fosse spostato, dal giorno dopo ce n'era un altro che svolgeva pressappoco lo stesso ruolo, ma con più giudizio.

  Cosa sai delle condizioni di lavoro dei ragazzi Promotor?

  Poco o nulla, non c'è mai stato grande dialogo su questi temi. Posso facilmente immaginare che siano ultraprecari e sottopagati, ma non so i dettagli.

  A livello di composizione sociale, chi sono secondo te i ragazzi che fanno questo lavoro?

  La gran parte sono studenti fuorisede che fanno questo e altri lavori temporanei mentre studiano all'università. In questo senso nei primi anni in cui lavoravo qui la composizione sociale di noi dipendenti BolognaFiere e dei ragazzi Promotor era molto simile.

  Questo è interessante: c'era molto attrito tra le due categorie ma la provenienza sociale era in realtà molto simile?

  Certo, sia noi che loro eravamo giovani,m quasi sempre studenti, che cercavamo lavoretti delimitati nel tempo per pagarci gli studi o qualche extra. Spesso che un ragazzo fosse assunto da noi o da loro era semplicemente un caso, dipendeva da qual'era il tuo aggancio. E prima di venire a lavorare qui non avevi idea della differenza tra i due ruoli e tra i due datori di lavoro.

  Quindi persone in realtà molto simili tra loro finivano per assumere due ruoli che li ponevano in aperta contrapposizione tra loro?

  Assolutamente sì.

  Come è cambiata negli anni questa situazione?

  La composizione sociale dei ragazzi Promotor è più o meno sempre la stessa. La composizione degli Addetti al Controllo di BolognaFiere è cambiata, nel senso che l'età media è molto più alta e molti di noi lavorano qui da decenni e ci lavoreranno fino alla pensione. Ma tra le nostre liste di riserva (i ragazzi chiamati a tempo determinato nelle fiere più grandi) e i ragazzi Promotor credo esista tutt'ora una provenienza sociale molto simile.

  Cos'è cambiato quest'anno, con i ragazzi chiamati non direttamente dalla Promotor ma tramite Best Union?

  Io personalmente non ho notato particolari cambiamenti, ma molti colleghi mi hanno detto che da parte loro c'era una maggiore rigidità e che piccoli conflitti si sono nuovamente creati, in misura maggiore rispetto agli ultimi anni.

  Sapevi che tra le loro indicazioni di lavoro c'è anche il fatto di scrivere un rapporto ai loro superiori con anche nomi e cognomi dei lavoratori BolognaFiere che avessero fatto entrare qualcuno senza biglietto?

  No, i nostri responsabili non ci hanno detto niente del genere, mi sembra una cosa assolutamente inaccettabile. Dovrebbe essere anche una procedura inapplicabile, perché spero e credo che nessun mio collega dia il suo nome ai ragazzi Promotor e tantomeno che un nostro responsabili gli dia i nomi di chi di noi lavora al suo ingresso.