Un comunicato di “Facciamo Breccia”

Querele Arcigay: un chiarimento

Continua la polemica e il dibattito in seguito all’episodio avvenuto alla fine del Gay Pride di Bologna, in cui l’attivista lesbica Graziella Bertozzo è stata arrestata dalla polizia per aver tentato di aprire uno striscione sul palco da dove si tenevano gli interventi finali.

28 agosto 2008


IL COMUNICATO DI FACCIAMO BRECCIA

Ci troviamo nella necessità di chiarire che Graziella Bertozzo - e non Facciamo Breccia - ha querelato alcune testate che hanno pubblicato falsità diffamanti sul suo conto e cioè che avrebbe "rotto il menisco di un poliziotto". Facciamo breccia non ritiene che la politica debba essere portata in tribunale e pertanto non saranno querele le sue risposte, ma Graziella - che Facciamo Breccia appoggia nella sua totalità - si è trovata costretta a querelare alcune testate (in specifico www.gay.it , www.gaynews.it , www.arcigay.it e Corriere di Bologna) per potersi difendere dall'accusa di essere una persona violenta, addirittura in modo abituale.

Inoltre gli avvocati di Graziella già avevano chiesto la pubblicazione della sua dichiarazione di smentita ai sensi della legge sulla stampa, ma nessuno ha mai risposto niente, eccetto il Corriere di Bologna che ha parzialmente pubblicato la lettera tagliando proprio i passaggi più "politici".
Pertanto è stata inoltrata richiesta alla procura di Bologna di oscurare in via preventiva, per evitare il perdurare della presenza in rete delle affermazioni diffamatorie, la pagina di ciascuno di questi siti in cui erano riportate le frasi diffamatorie oggetto della querela e non certo l’intero sito.

Nessun intervento censorio quindi, e nessun dibattito ideologico ma solo la necessità di difendere la propria persona da accuse gratuite profondamente offensive e umilianti che nulla hanno a che vedere con la critica della sua azione politica.
Graziella infatti grazie ad un uso "politico" delle forze dell’ordine si trova due gravi denunce del tutto immotivate.


Coordinamento Facciamo Breccia

 

ALLEGHIAMO UN CONTRIBUTO DI GRAZIELLA BERTOZZO

Ancora falsità su Facciamo Breccia

Ancora una volta si stanno diffondendo falsità sul conto di Facciamo Breccia.
Ho sporto (io, Graziella Bertozzo, e non Facciamo Breccia che e’ un coordinamento e non ha ne’ presidenti ne’ leader) una serie di querele nei confronti di esponenti del movimento gay e lesbico in relazione ad affermazioni scritte e pubblicate su alcuni siti, e precisamente queste:

- Graziella Bertozzo non è nuova ad azioni ed atteggiamenti alterati e aggressivi, l'uso della violenza verso le volontarie del Pride e gli agenti di Polizia hanno portato al fermo e alle conseguenti denunce.’ Pubblicato su arcigay.it e gaynews.it. Ho querelato Mancuso e Polo che hanno firmato la frase e Grillini quale direttore responsabile di gaynews che l’ha pubblicata.
- Graziella Bertozzo [...] ha assunto atteggiamenti pesantemente offensivi e fisicamente violenti, supportata da altri componenti di Facciamo Breccia.’ Pubblicato sul sito arcigay.it. Ho querelato quei componenti del comitato Pride che hanno sottoscritto tale frase (Paola Brandolini, Lorenzo "Q" Griffi, Flavia Madaschi, Elisa Manici, Flavio Romani, Emiliano Zaino).
-Mi si racconta che alla fine dei comizi dal palco, quando noi torinesi eravamo già avviati ai pullman per rientrare a Torino, c'è stata una mezza rissa, al termine della quale è stata arrestata Graziella Bertozzo, storica militante lesbica, attivista di Facciamo Breccia e nota avversaria di Arcigay. Mi si racconta anche che un poliziotto si sarebbe rotto un menisco in seguito ad un calcio della Bertozzo.’ Pubblicato sul sito gaynews.it. Ho querelato Benedino che ha firmato l’articolo contenente tale frase e Grillini quale direttore responsabile di gaynews che l’ha pubblicato.
-…] il rifiuto posto a Graziella Bertozzo, militante di Facciamo Breccia, di salire sul palco e parlare dalla piazza di arrivo del Gay Pride bolognese ha scatenato gesti violenti della militante contro i volontari dell'organizzazione che ha portato all'arresto della Bertozzo. […] Il trasferimento in questura non è stato indolore neanche per le forze dell'ordine che sono intervenute per tentare di placare l'ira della militante. Un carabiniere ha riportato la frattura del menisco.’ Pubblicato su gay.it senza firma. Ho querelato Alessio De Giorgi quale direttore responsabile di gay.it.
-A proposito di Lorenzo Griffi: un pezzo del movimento, quello più radicale, e della sinistra antagonista, lo accusa ora di essere fascista. In rete attacchi personali e, come dicono gli amici del Cassero, «toni da fatwa contro di lui». […] Ma a Bologna c'è chi è seriamente preoccupato per lui. Sono gli amici del Cassero e di Arcigay. A parlare per loro è Emiliano Zaino, coordinatore del Pride: «In quello che leggo in rete contro Lorenzo, che non è affatto fascista, ci sono toni minacciosi. Così anche nella lettera scritta da Graziella Bertozzo. Certe parole possono mettere a rischio l'incolumità di una persona».’ Ho querelato Emiliano Zaino, la giornalista del Corriere di Bologna che ha riportato le sue dichiarazioni e il direttore responsabile, e Grillini quale direttore responsabile di gaynews che l’ha ripubblicato.

Quindi queste sono le ‘idee’ che ho chiesto siano cancellate dai siti indicati e da altri che hanno riportato i medesimi comunicati, ma che comunque non ho querelato poiché si tratta di blog non registrati e comunque chi le ha riportate ha dato credito a chi ha ritenuto affidabile per il ruolo svolto.
Dopo avere, piú di un mese fa, chiesto una rettifica ai sensi della legge sulla stampa, senza ottenere risposta (a parte Il Corriere che ha pubblicato parzialmente una mia smentita fra le ‘lettere’), ho – contestualmente alle querele – chiesto l’oscuramento preventivo delle pagine web che contengono tali affermazioni, a mio parere lesive nei miei confronti (al di là dell’aspetto politico ho anche un lavoro e delle relazioni umane che intendo salvaguardare).
Fra i siti che riportano tutt’ora alcuni di tali apprezzamenti nei miei confronti, figura anche gaynews, il cui direttore responsabile e’ Franco Grillini.
Alla notizia del rifiuto del PM di procedere all’oscuramento di tali pagine, Franco Grillini si e’ immediatamente mobilitato gridando che si tratta di querele ‘grottesche e intimidatorie’. Sul senso del grottesco taccio: ognuno ha il proprio, ma da quando in qua rivolgersi alla magistratura é ‘intimidatorio’?
Ora si accusa Facciamo Breccia di aver chiesto l´oscuramento di `una decina´ di siti: io (e non Facciamo Breccia che non ha fatto alcuna denuncia) non ho chiesto l'oscuramento di NESSUN sito, bensì solo di quelle parti dove mi si attribuiscono comportamenti che non ho tenuto, reati che non ho commesso e che non sono state rettificate nonostante
la mia richiesta di più di un mese fa.
Nessuna censura nei confronti di Grillini & Company: le sue/loro idee e libertà di espressione non sono certo minacciate ne’ da me ne’ da Facciamo Breccia, tanto più che le querele nei confronti di Grillini riguardano esclusivamente le sua qualità di direttore responsabile di gaynews (essere iscritto all’ordine dei giornalisti e poter quindi svolgere il ruolo di direttore responsabile di una testata, oltre a una serie di vantaggi, comporta anche qualche dovere in più, come quello di vigilare che venga rispettata la legge sulla stampa…)
Quanto alle mie idee ‘deboli’ (dopo l’amore debole ora le idee deboli, mah…) al punto da dover ricorrere alla magistratura per oscurare le sue (evidentemente ‘forti’...), le ho espresse più di un mese fa nella lunga lettera al movimento che e’ tutt’ora sulle pagine del sito di Facciamo Breccia http://www.facciamobreccia.org/content/view/415/94/
A proposito di quella ne’ gaynews.it, ne’ gay.it, ne’ arcigay.it hanno avuto nulla da dire per più di un mese… Hanno preferito lasciare il mio nome legato a gambe rotte, violenza e minacce inesistenti.
Ecco, di politica parlo lì: nelle querele c’e’ invece solo la denuncia di un torto giuridicamente rilevante che ritengo di aver subito a livello personale.

Graziella Bertozzo

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