“Yes we cash”, blitz all’Assemblea Regionale [report+comunicato]


Parte la campagna sul reddito minimo garantito, questa mattina circa 50 attivisti di diverse realtà regionali hanno interrotto l’Asseblea Legislativa per porre con forza la necessità di ragionare su una legge sul reddito anche in Emilia Romagna.

24 novembre 2009 - 12:46

ywcashQuesta mattina intorno alle 11:30 un gruppo di singoli e  collettivi di molte realtà regionali ha interrotto l’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna al grido di “Yes we cash”, una campagna, come spiegano gli organizzatori, per chiedere un legge regionale sul reddito minimo garantito.

Striscioni, lancio di banconote e materiale informativo sulle proposte di legge sul reddito, già presente ad esempio nel Lazio,   per porre la necessità di discuterne seriamente anche in Emilia Romagna. Un reddito, che come sottolineano i manifestanti, sia totalmente sganciato dal lavoro e rivolto a tutti coloro che vivono sul territorio regionale. Nella conferenza stampa seguita all’iniziativa, gli attivisti hanno ribadito che quella di stamane è solo il primo passo di una campagna lunga per una legge sul reddito anche nella nostra regione.

> Leggi il comunicato

Bologna, 24 novembre 2009

Questa mattina un centinaio di precari, studenti, lavoratori e disoccupati hanno interrotto uno degli ultimi consigli regionali della giunta uscente della Regione Emilia Romagna al grido di…Yes we cash!.

Lo slogan rappresenta la richiesta immediata di un reddito minimo garantito che guarda alla sperimentazione avviatasi nella regione Lazio dove è già in atto un processo di nuovo welfare che dia na risposta a tutte quelle figure di lavoro precario al momento non garantite.

I protagonisti dell’iniziativa, armati di soldi finti, mascherine, striscione e megafono, hanno distribuito tra i banchi dei consiglieri regionali un pamphlet che raccoglie analisi, dati e confronti con le realtà europee in cui un reddito minimo garantito esiste da tempo. La campagna Yes we cash! vuole essere un percorso aperto e attraversabile in cui si intrecciano relazioni che coinvolgano il piu’ ampio numero possibile di soggetti colpiti dalla crisi: dagli studenti dell’Onda ai lavoratori ormai da tempo in cassa integrazione in una regione in cui la disoccupazione di massa ha iniziato a scavare solchi profondi nella condizione sociale e di vita.

Reddito vuol dire non essere piu’ ricattabili dai tempi di vita dettati da lavori sottopagati ma libero accesso alla formazione, ai saperi e alla conoscenza.

Reddito vuol dire autodeterminazione dei propri corpi in un paese in cui non può essere la famiglia l’unico forma di welfare

Reddito vuol dire possibilità di scegliere dove andare

Parlare di Reddito vuol dire per noi parlare di sicurezza, parlare di indipendenza e di possibilità di scelte autonome.

Yes we cash!

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on Tumblr


Articoli correlati