Pubblichiamo il testo dell’intervento con cui l’associazione culturale Papillon Rebibbia Onlus di Bologna ha partecipato al seminario Le prospettive del pianeta carcere. “Nell’era del totalitarismo del mercato dove etica e moralità pubbliche sembrano inesorabilmente avviarsi verso l’estinzione, dove tutto è ridotto a merce, dove la politica non è più null’altro che la prosecuzione degli affari con altri mezzi, anche la produzione di sofferenza umana crea profitto economico”.

Studenti medi in corteo, nelle strade del centro di Bologna, per protestare contro la Riforma Gelimini e il ddl Aprea. Quando il corteo è arrivato davanti al Provveditorato, le forze dell’ordine hanno impedito l’ingresso: gli studenti hanno appeso uno striscione e quando il corteo ha ricominciato a muoversi è partito un lancio di uova contro i cordoni della polizia. Vai al report con audio, foto e comunicato del Cas.

Diecimila studenti da tutta Europa a Vienna per contestare il summit dei ministri dell’istruzione, riuniti nella capitale austriaca nel decennale dell’avvio del processo europeo di riforma universitaria. Circa 300 gli studenti italiani. Il corteo di ieri, dopo essersi diviso in più gruppi che hanno dato vita a blocchi volanti, ha paralizzato la zona del summit: leggi gli aggiornamenti inviati dai nostri corrispondenti a Vienna. La polizia ha identificato decine di persone arrestandone cinque, poi rilasciate. Nell’ultimo giorno di controvertice, blitz all’ambasciata italiana contro l’inchiesta Rewind.

Il marzo della rivolta. Il marzo dell’assassinio di Francesco Lorusso, ucciso l’11 marzo’77 dai colpi di pistola dei carabinieri. Leggi cosa accadde in quei giorni, guarda i due video “Marzo ‘77″ e “Le strade di Marzo”, leggi il report e ascolta l’audio dell’intervista realizzata in via Mascarella durante il ricordo di Francesco, vai alla poesia visiviva di Gilberto Centi.

In tema di sfruttamento del corpo femminile, non c’è limite al peggio: lo dimostra un manifesto elettorale della Lega nord, affisso a Bologna in vista delle prossime regionali. La scelta di un manifesto del genere, ideato da qualcuno che per una poltrona in Regione non si fa problemi a mettere in vetrina il corpo femminile, la dice tutta sul modello sociale e culturale che un partito come la Lega può proporre. Leggi l’articolo.
