Volantinaggio davanti a Equitalia: sciopero precario ora!


“Ieri 26 maggio anche a Bologna come in altre città d’Italia i precari hanno iniziato a presentare il conto a Equitalia”. Il report del Coordinamento Migranti

27 maggio 2011 - 16:24

(Dal blog del Coordinamento Migranti di Bologna e Provincia)

Ieri 26 maggio anche a Bologna come in altre città d’Italia i precari hanno iniziato a presentare il conto a Equitalia. Dentro e fuori un via vai di precari, operai, migranti in attesa di pagare mutui e bollette scaduti perché la crisi colpisce tutti duramente ma solo alcuni la pagano. Alle 12:00 c’è stato un volantinaggio che ha raggiunto circa un centinaio di persone. Donne e uomini, migranti e italiani si sono fermati a leggere dello sciopero precario e discutere il volantino, e molti hanno dato voce alla loro indignazione verso Equitalia, che dice di voler colpire l’evasione fiscale e i grandi profitti e invece si accanisce solo contro chi non può evadere neanche un centesimo.

Migranti, precari, subordinati e parasubordinati, operai, cassaintegrati, lavoratori ‘autonomi’, licenziati: siamo noi che produciamo ricchezza! Sciopero precario ora!

> Il testo del volantino distribuito ieri:

UN QUINTO SUL SALARIO, UN’IPOTECA SULLA VITA

Siamo migranti, precari, subordinati e parasubordinati, operai, cassaintegrati, lavoratori autonomi che non possono gestire nulla del proprio lavoro autonomamente, licenziati, siamo quelli che producono la ricchezza di questa città e di questo paese. La crisi ci colpisce tutti ugualmente, ma gli effetti sono differenti se siarno bianchi o neri, uomini o donne, se abbiamo contratti a tempo indeterminato o contratti atipici, se abbiamo un contratto e soggiorno per lavoro e siamo obbligati a percepire un certo reddito all’anno per non essere espulsi.

Equitalia invece non fa differenze. Ediquitalia il gabelliere che bussa alla porta a riscuotere i debiti, le multe, le bollette, che non siamo grado di pagare, Equitalia a volte non bussa neppure alla porta. Un giorno può accadere che, se siamo cosi fortunati da avere una casa, ci accorgiamo che Equitalla l’ha ipotecata per garantirsi la riscossione di un credito nel futuro.

A noi resta un presente di debiti perché Equitalia accende un’ipoteca sulla vita anche quando, volenti o nolenti, ci può capitare di dire addio al quinto del salario. Ma Equitalia è democratica. Equitalia tratta noi, che non possiamo evadere nemmeno un centesimo, allo stesso modo de grandi evasori protetti e sostenuti dallo Stato. Si chiamano padroni, quelli che dalla crisi riscuotono solo crediti. Si chiamano finanziarie che con il credito al consumo sempre stabiliscono altre pesanti ipoteche sulle nostre vite.

Equitalia noi la conosciamo bene. È la figlioccia dell’INPS, che ne possiede il 49%. All’INPS lasciamo milioni di euro in contributi che diventeranno pensioni sernpre più magre per chi avrà mai la fortuna di riceverle. Per i migranti. Per quei contributi rischiano di non diventare mai pensioni e di servire solo a mantenere il sistema formato da INPS e Equitalia.

Questa cosa di essere noi a pagare non ci piace proprio. Noi facciamo le differenze. Noi, oggi, in diverse città italiane, denunciamo quel gabelliere che ci mette in croce, come se la crisi non bastasse. Noi che siamo migranti, precari, subordinati e parasubordinati, operai, cassaintegrati, lavoratori autonomi che non possono gestire nulla del proprio lavoro autonomamente, licenziati,

NOI CHE SIAMO QUELLI CHE PRODUCONO LA RICCHEZZA DI QUESTA CRTA E DI QUESTO PAESE VOGLIAMO FARE LA DIFFERENZA.

NOI VOGLIAMO LO SCIOPERO PRECARIO

Coordinamento Migranti Bologna e Provincia

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