Università, una settimana di celebrazioni per il Bologna Process


Nel 1999 a Bologna si ponevano le basi per lo stravolgimento, in tutta Europa, della formazione universitaria: 3+2, crediti, maggiore selezione e sottomissione alle esigenze del mercato. E l’Alma Mater festeggia.

10 settembre 2010 - 16:30

Nel 1999 prendeva le mosse il Bologna Process, ovvero l’applicazione nei vari paesi delle riforme che hanno introdotto l’organizzazione in tre cicli della carriera universitaria (in Italia, triennale, magistrale e dottorato) e il sistema dei crediti, e che ha contribuito a segnare la sottomissione della formazione universitaria alle esigenze della produzione e del mercato, aumentando altresì la selezione sociale all’accesso agli studi.

Oggi l’Ateneo, a dispetto della diffusa percezione del fallimento delle riforme Zecchino e Moratti che hanno applicato in Italia il Bologna Process, lo festeggia con una «settimana di eventi internazionali», di cui sarà mattatore Fabio Roversi Monaco, rettore dieci anni fa e oggi a capo della Fondazione Carisbo. La kermesse si aprirà si aprirà lunedì 13 settembre, con un convegno di due giorni alla Facoltà di Agraria (per soli addetti ai lavori) sul finanziamento degli atenei. Seguira’ il 15 il convegno sul “Bologna process” nell’aula absidale di S.Lucia e la due-giorni (16 e 17 settembre) di cerimonie per la Magna Charta Universitatum, il primo accordo tra atenei europei, firmato nel 1988 in occasione del IX centenario dell’Alma Mater, che pose le basi sulle quali sarebbe poi stato stilato l’accordo di Bologna.

A Vienna, lo scorso 11 marzo, diecimila persone da tutta Europa hanno manifestato contro il processo di Bologna e l’attuale assetto della formazione universitaria.

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