Tagli alla scuola: si invitano i genitori a pagare i supplenti


Il Ministero dell’Istruzione chiude i rubinetti riducendo al minimo i finanziamenti per le supplenze e chiede contributi alle famiglie.

29 gennaio 2010 - 18:57

Sempre più critica la situazione in cui versano le scuole bolognesi.  Con la normativa di dicembre, spiegano i sindacati, dal ministero “vengono azzerati i finanziamenti per il funzionamento didattico e amministrativo”, vale a dire che gli ennesimi tagli rischiano di essere il colpo di grazia in una situazione già esasperata. Si tradurranno infatti in pesanti difficoltà in ogni aspetto della vita scolastica, dalla mancanza di materiale all’assenza di pulizie (determinando non solo gravi condizioni igieniche ma anche un brusco calo di posti di lavoro) e soprattutto al miraggio delle supplenze, fondamentali per garantire la continuità didattica. Ma il ministero ha già pronta la soluzione:  “utilizzare il contributo volontario chiesto alle famiglie per coprire spese di supplenza o compensi per le commissioni degli esami di Stato”. In altre parole “si obbligano i genitori a finanziare la scuola pubblica dei loro figli”. Così la definizione “scuola pubblica” diventa solo un pro forma, senza discostarsi nella sostanza da quella privata, dato che la differenza tra l’una e l’altra consisterebbe proprio nel non dover pagare per accedere al fondamentale dirittto dell’istruzione. Così sì che le due scuole sarebbero davvero “paritarie”.

Il ministero, inoltre, non da’ “garanzie alle scuole sull’erogazione dei crediti che vantano”, e quindi le scuole bolognesi, che hanno anticipato gli stipendi dei supplenti, non sembrano poter vedere estinto il debito che il ministero ha contratto nei loro confronti, determinando un ulteriore fattore di precarietà nell’attività scolastica.

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