Stadio, “laboratorio di repressione”


Negli stadi italiani entrano spesso simboli e striscioni razzisti, xenofobi e fascisti. Eppure, la Polizia si preoccupa di uno striscione sui diffidati. Il comunicato inviatoci dai Forever Ultras di Bologna.

03 febbraio 2010 - 20:44

Domenica 31 gennaio 2010 in occasione di Chievo-Bologna è stato proibito
l’ingresso dello stendardo “URB Diffidati”, presente in tutte le gare casalinghe e in trasferta. Alla richiesta di spiegazioni alla responsabile della polizia locale, una signora bionda in divisa molto nervosa, ci è stato risposto che decideva lei e che lei non doveva dare spiegazioni a nessuno, e non le interessava se negli altri stadi lo stendardo in questione entrava liberamente. A questa risposta non abbiamo voluto abbassare la testa e abbiamo deciso, seppure a malincuore, di non entrare in curva. A questa notizia tutto il settore ospite si è spogliato di qualsiasi stendardo rossoblù.

Libertà di espressione negata per una coreografia goliardica, libertà di espressione negata per le nostre “pezze” che da anni ci rappresentano tutte le domeniche in tutti gli stadi di Italia… Questo è il laboratorio di una espressione che una volta sperimentata su noi tifosi, arriverà presto anche per tutti i cittadini…

SE VOI SIETE LA RAGIONE ALLORA NOI STIAMO DALLA PARTE DEL TORTO.
ULTRAS LIBERI

Forever Ultras 1974

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