Speciale / Iqbal Masih: lo sfratto si avvicina, il Comune se ne disinteressa [foto+audio]


Il circolo è costretto a lasciare la sede in via della Barca entro il 30 settembre. Dal Comune nessuna proposta concreta e ragionevole. Intanto prosegue la campagna di sottoscrizione.

19 giugno 2012 - 11:17

I problemi per il circolo Iqbal Masih cominciano un anno e mezzo fa. L’avviso di sfratto arriva nel dicembre del 2010, del tutto inatteso. Il motivo: il proprietario dello spazio di via della Barca 23 esige un aumento dell’affitto. Non una cifretta: da 1220 a 2800 euro, di punto in bianco, e dopo 28 anni. E’ una mossa tale da mettere in crisi chiunque, a maggior ragione un posto come Iqbal, che è un circolo Arci, ma prima di tutto un luogo di socialità e di politica, e per niente uno spazio a finalità commerciale. L’aumento non è sostenibile, e da quel momento parte un contenzioso tra Iqbal e la proprietà. Attraverso varie vicissitudini il circolo resiste un anno e mezzo, fino a queste ultime settimane in cui si trova infine costretto, con la mediazione del giudice, ad impegnarsi a lasciare i locali di via della Barca entro il 30 settembre prossimo, termine ultimo.

Durante questo anno e mezzo gli inquilini di Iqbal hanno tentato tutte le strade. Per prima cosa hanno reso di dominio pubblico i termini della questione: c’è in gioco l’esistenza di un posto con 28 anni di storia, un luogo che ha segnato la vita di chi c’è passato, e che anche oggi resta ricco di progetti politici, spazio aperto di socialità, punto di riferimento nel quartiere. “Non è solo un contenzioso tra un affittuario e un proprietario aguzzino, è una questione politica, e anche di socialità: Iqbal secondo noi è un bene sociale che viene a mancare a Bologna”. Una campagna di solidarietà è stata lanciata durante varie iniziative nel quartiere, e in breve sono state raccolte 2000 firme.

Intanto attivisti e avventori del circolo hanno provato a coinvolgere l’Arci, e naturalmente il Comune, perché intervenissero per individuare un altro posto in cui trasferirsi. La richiesta è di avere uno spazio dove poter continuare a esistere e svolgere le proprie attività, pagando un affitto, possibilmente restando nel quartiere. Certo non la luna, semplicemente il necessario per portare avanti i propri progetti.

Palazzo d’Accursio, per voce dei vari assessori via via interpellati (da ultimo Malagoli e Ronchi), ha dapprima mostrato interesse alla questione, e con alla mediazione dell’Arci sono stati fissati alcuni incontri. Ma ben presto questo impegno s’è rivelato fatto di parole, inconsistente nei fatti. L’unica proposta che il Comune ha messo sul piatto è quella di uno stabile da affittare in centro; un posto con molte abitazioni accanto, di per sé problematico a livello di rapporti di vicinato se si vuole proporre una qualsiasi programmazione musicale. E poi è uno spazio da ristrutturare, con enormi spese che ricadrebbero proprio sulle spalle di Iqbal, manco a dirlo. Una proposta tanto per dire di averla fatta, più che una proposta reale.

Poi ancora niente di concreto, e si arriva a questi giorni, in cui il termine dello sfratto si avvicina: “Ormai i tempi sono stretti, e qui entro settembre c’è da decidere cosa fare. Gli spazi a Bologna ci sono, male che vada ce lo prendiamo”. La situazione in cui Iqbal si viene a trovare è del tutto paradossale: impossibilitato a proseguire le proprie attività come circolo Arci, non trovando alcuna tutela giuridica o istituzionale contro un’operazione di speculazione immobiliare, si vede preclusa qualsiasi possibilità di portare avanti i propri progetti per vie legali. “Siamo un circolo Arci che si trova nella situazione paradossale di esser chiuso per una speculazione, e di non esser garantito e tutelato minimamente dal punto di vista istituzionale”.

>Ascolta i contributi audio:

In una situazione come questa emerge tutto il disinteresse (per non dire l’avversione) delle varie giunte per gli spazi di aggregazione in questa città. Ed emergono anche le drammatiche conseguenze della svendita del patrimonio pubblico. Quando Iqbal individua due capannoni da risistemare in via Andrea Costa come un posto in cui potenzialmente trasferirsi, e ne chiede l’assegnazione, la risposta che ottiene è che quello sarebbe patrimonio destinato a finire all’asta, quindi indisponibile ad essere assegnato ad uso sociale. Stessa sorte per molti altri spazi nel quartiere Barca: “Si sono svenduti tutto. Quei 3 o 4 spazi che rimangono sono già assegnati ad altre associazioni, posti pubblici non ce n’è. Il Comune si vende quello che ha, e non certo per svolgervi attività sociali”. Dal canto suo il Presidente del quartiere Reno, pur conoscendo la situazione e l’importanza di Iqbal, non si è nemmeno fatto vedere, né sentire, dalle parti del circolo.

Intanto le iniziative di solidarietà proseguono. Questi mesi di campagna per salvare Iqbal sono state anche l’occasione, tra l’altro, per praticare nuove forme di organizzazione, darsi modalità di discussione e decisione più orizzontali, e coinvolgere in prima persona tutti e tutte coloro che frequentano il posto per seguire i vari progetti. Il direttivo che abitualmente si occupa della gestione del circolo, infatti, (direttivo che per forza di cose esiste in quanto struttura formale necessaria alla gestione di un circolo Arci) ha deciso di allargare la gestione dello sfratto e della relativa campagna a tutti e tutte coloro che frequentano il posto per seguire i vari progetti. Nasce così l’assemblea del Collettivo Iqbal, che diventa occasione per rinsaldare i rapporti e la condivisione tra le diverse anime che fanno parte di Iqbal. “È stato un momento importante, quello di cedere la gestione di questo sfratto all’assemblea del Collettivo, un’assemblea che non fosse più solo il direttivo ma le compagne e i compagni che frequentano questo posto. È stato importante, dal punto di vista non solo politico ma anche di rapporti umani. A questo punto ciascuno di quelli che han deciso di partecipare a ha sentito molto di più la questione dello sfratto come una questione propria. È stato il meccanismo inverso alla delega: un meccanismo di assunzione di responsabilità e d’impegno collettivo nella difesa del posto.” E’ un’esperienza che dà l’idea di quale sia lo spirito di questo posto. Uno spazio aperto a vari progetti politici che hanno bisogno un luogo per organizzarsi – vi trovano spazio un’assemblea proletaria di lotta sul lavoro, incontri contro la repressione e cene benefit, iniziative di lotta contro i Cie, incontri su tematiche internazionaliste. E poi attività culturali, dai concerti alle iniziative sulla memoria storica, alla pubblicazione di libri. Ma oltre a tutto questo Iqbal essenzialmente è un luogo d’incontro, in cui trovare sempre compagnia, in cui l’atmosfera familiare fa da sfondo e tiene insieme i molteplici progetti: “Anche chi passa per una birra, comunque ha la possibilità di essere coinvolto dai progetti, dai dibattiti.. È un ambiente che dà stimoli. Uno viene qua, e difficilmente si trova solo”. Un’esperienza d’aggregazione di quelle d’altri tempi, come poche ne rimangono a Bologna.

Alcune iniziative benefit sono previste per luglio (seguiranno aggiornamenti). La Campagna di Sottoscrizione pubblica, iniziata in aprile, andrà avanti fino a settembre. Lo scopo è quello di continuare a raccogliere fondi per quello che sarà il nuovo Iqbal, perché un nuovo Iqbal in ogni caso ci sarà, resta solo da capire in che forma.

→ Per chi non avesse ancora effettuato la Dichiarazione dei redditi resta la possibilità di devolvere al circolo il5×1000.

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CAMPAGNA DI SOTTOSCRIZIONE ED AUTOFINANZIAMENTO

Per il circolo Iqbal  Masih in via della Barca a Bologna

Come effettuare la sottoscrizione:

_Effettuando un versamento direttamente al circolo o ai banchetti presenti durante le prossime iniziative

_Devolvendo il 5×1000. Nella dichiarazione dei redditi indica il codice fiscale del Circolo: 92034770377

_Eseguendo in qualsiasi ufficio postale la ricarica della carta PostePay n. 4023 6006 2392 7390 intestata a Anna Morena

I fondi raccolti in questa campagna verrano utilizzati unicamente per l’allestimento della nuova sede del Circolo. La solidarietà è un’arma. Info e programmi sul sito dell’Iqbal.

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