Solidarietà agli occupanti di via San Donato [comunicati in aggiornamento]


I comunicati di solidarietà nei confronti dell’occupazione abitativa di via San Donato 143/2, a rischio sgombero.

06 marzo 2012 - 18:19

Solidarietà agli occupanti di via San Donato

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli inquilini resistenti della Casa della Precarietà, occupata sabato in via San Donato 143/2. L’atteggiamento di chiusura con cui la Giunta comunale ha accolto questa iniziativa, che per l’ennesima volta solleva in città il tema di un’emergenza abitativa sempre più grave, la dice lunga sulla distanza che separa chi siede a palazzo da chi paga la crisi sulla propria pelle e deve lottare anche per guadagnarsi la possibilità di avere un semplice tetto sulla testa.

Requisizione delle case sfitte, autorecupero del patrimonio abitativo e rifiuto della speculazione immobiliare sono le uniche strade possibili da percorrere se davvero si vuol dare una risposta al crescente numero di persone che vedono negato il diritto all’abitare.

Se al contrario la Casa della Precarietà è già sotto sgombero, vuol dire che l’amministrazione comunale preferisce voltarsi dall’altra parte. Se la questione abitativa è ancora trattata come mero problema di ordine pubblico, significa che il ritornello della legalità continua ad accompagnare la triste recita che dietro centrodestra e centrosinistra vede sul palco attori della stessa  compagnia. Non è passato poi molto tempo, del resto, da quando proprio in San Donato si susseguivano gli sgomberi: il sindaco Merola era assessore alla Casa, il suo attuale successore Malagoli era fidato presidente del Quartiere. La coppia si è riformata e da allora nulla è cambiato? Ed è questo il “sogno” tanto evocato dal partito che esprime l’assessore?

Solidarietà agli occupanti di via San Donato

Diritto all’abitare per tutt*

Vag61- Spazio libero autogestito

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Solidarietà all’occupazione di via San Donato 143/2

Nella mattina di sabato 3 Marzo l’ Associazione Inquilini e Assegnatari – USB insieme con precari, lavoratori, disoccupati e studenti sotto sfratto o già sfrattati per morosità, hanno occupato uno stabile in via San Donato 143/2. La struttura, di proprietà privata, è sfitta da diversi anni e giace in condizioni di forte degrado.

In una situazione di grave emergenza abitativa e di episodi di sfratto in costante aumento sul territorio bolognese, Santa Insolvenza non può altro che “benedire” questo concreto esempio di riappropriazione e auto-organizzazione del patrimonio immobiliare. Esprimiamo dunque la nostra totale solidarietà agli occupanti e alla loro opera di restituzione al tessuto sociale di spazi destinati alla speculazione o alla rovina, contrapponendo l’ efficacia reale di questa lotta alla miopia affaristica di chi amministra questa città e pensa di risolvere la questione abitativa con la produzione di nuovo cemento, senza intaccare il potere speculativo delle rendite private.

In perfetta coerenza con questo modo di pensare la giunta comunale ha già relegato l’ occupazione a mero problema di ordine pubblico passando il testimone alla Questura. Questo vuol dire molto semplicemente una seria ipotesi di sgombero, alla quale gli Inquilini Resistenti rispondono convocando un Assemblea Cittadina per stasera alle 21.00, allo stabile occupato di via San Donato 143/2, nella quale pensare a forme di resistenza e al tempo stesso rilanciare l’idea di riutilizzo ed autorecupero del patrimonio sfitto.

L’ idea di creazione/difesa del Bene Comune non nasce dagli slogan da campagna elettorale ma dall’ impegno e dall’ autorganizzazione di precari, studenti, disoccupati, insomma dei perenni indebitati delle nostre città. ” Perchè abbiamo diritto a casa…”

Santa Insolvenza

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DIRITTO ALLA CASA PER TUTT*
Solidarietà con l’ occupazione di via San Donato 143/2

Esprimiamo la nostra totale solidarietà e complicità agli occupanti di via san donato 143/2, agli InquiliniResistenti e ad Asia-USB che sabato 3 marzo hanno restituito alla città uno stabile in disuso ormai da una decina d’ anni. E’ evidente come, nelle pessime acque in cui naviga il paese, il cui riflesso fedele è senz’altro l’incapacità politica di questa amministrazione a intervenire sulle questioni inerenti il welfare e in particolar modo l’emergenza abitativa, ci siano poche e chiare risposte possibili. Una campagna che miri alla requisizione e al riutilizzo del patrimonio immobiliare sfitto in città è indubbiamente una di queste! Del resto, la “questione casa” può essere spiegata soltanto dicendo chiaramente che a Bologna si fanno fortune sulla speculazione edilizia e sull’enorme quantità di patrimoni sfitti mantenuti dai privati.
La nuova occupazione promossa da ASIA–USB diviene così un’ azione diretta contro il padronato immobiliare e contro il degrado (quello vero, determinato dall’indigenza e dall’assenza di tutele sociali altro che il degrado dei bar!) in alcune zone della città.
Gli inquilini dello stabile, di proprietà privata, sono in maggioranza famiglie e giovani che hanno subito uno sfratto per morosità negli ultimi mesi, affiancati da persone che rischiano nel giro di poco tempo di subire la stessa sorte.
Recuperare e valorizzare parti della città lasciate nel più totale degrado dall’ amministrazione cittadina è uno degli obiettivi costituenti dell’ occupazione tanto che gli abitanti del quartiere hanno espresso una forte solidarietà agli occupanti di via San Donato recependo da subito l’importanza di questo progetto e di questo percorso rispetto a delle esigenze sempre più diffuse.
In tutto ciò, le proposte che provengono dall’amministrazione comunale si limitano ad uno scimmiottamento di ciò che nel resto d’Europa si definiscono progetti di autorecupero degli stabili abbandonati. Innanzitutto, dando un’occhiata al bando emesso di recente in tal senso ci si rende immediatamente conto di come vengano richiesti dei requisiti economici tanto alti da escludere a priori le fasce sociali più soggette al problema della casa. Il fatto che, insieme a determinati requisiti economici, uno dei parametri richiesti sia pure un elevato monte ore di lavoro da mettere a disposizione nel progetto di autorecupero rivela, senza dubbio, l’insensibilità dell’amministrazione alla composizione sociale cui il bando si dovrebbe riferire, persone che magari hanno già un lavoro e non riuscirebbero a essere disponibili così tanto in così poco tempo. Inoltre, al di là dei parametri formali questa concezione dell’autorecupero è ben lontana dal promuovere la partecipazione e cooperazione sociale di più persone che si danno dei ritmi di lavoro e di collaborazione decisi insieme, calibrati sulle reali esigenze di tanti anzichè imposti dall’alto e senza criterio.
Di conseguenza, un’intuizione di per sè anche giusta ed innovativa si trasforma nell’ennesima gabbia burocratica poco utile a risolvere un’emergenza concreta rispetto alla quale non si può continuare a tacere da parte istituzionale, come sta facendo per esempio in questi giorni l’Assessore Malagoli- peraltro incaricato formalmente della questione casa- comportandosi come se il problema non riguardasse l’amministrazione ma come sempre la questura e la gestione dell’ordine pubblico. Niente di diverso da ciò che su scala nazionale sta facendo il governo tecnico dei banchieri che, per esempio, risponde alla richiesta degli abitanti della Val Susa di poter decidere sulle sorti del proprio territorio con le ruspe e con la violanza delle forze dell’ordine.
E’ inaccettabile, a maggior ragione in una fase di violenta crisi economica e di disoccupazione di massa, che si pensi di rispondere ad un’accresciuta domanda sociale di welfare e partecipazione con tagli e forze armate.
Dalla Val Susa un segnale arriva chiaro: non è più tempo di aspettare la bontà della Politica ma di autorganizzarsi riappropriandosi del territorio, della decisione collettiva e perchè no di un tetto quando se ne ha bisogno.

Bartleby

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Sull’occupazione di via San Donato 143/2

Come Collettivo Autunno Caldo esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli occupanti dello stabile abbandonato in via San Donato 143/2. L´occupazione rappresenta una prima risposta all´assenza di un´adeguata politica abitativa comunale e di programmazione a livello nazionale. Ancora una volta le istituzioni si prostrano agli interessi dei palazzinari. In Emilia Romagna è evidentissimo il legame tra il PD e le giunte di cui fa parte con gli interessi delle cooperative “rosse”. Le stesse cooperative che hanno le mani in pasta sul progetto del People Mover, sulla Cispadana, sulla TAV e su molto altro ancora.Attorno a questa prima occupazione è necessario creare un fronte comune di tutte le strutture della sinistra antagonista (politiche, sindacali, studentesche,…) per rilanciare una piattaforma strutturata riguardo al diritto alla casa. Una piattaforma che, a partire dalla rivendicazione della requisizione delle case sfitte senza motivo (a parte quello puramente speculativo) e di un nuovo piano di edilizia pubblica, riesca a dare risposte concrete alle famiglie, agli studenti e a tutti quanti vivono lo strozzinaggio quotidiano della speculazione edilizia. Una risposta che veda il coinvolgimento organizzato di tutti questi soggetti.

Alla crisi si può rispondere solo con la lotta!

Collettivo Autunno Caldo

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Solidarietà agli occupanti di Via San Donato 143/2

Esprimiamo la nostra solidarietà agli occupanti dell’immobile di Via San Donato 143/2. Da ben prima dello scoppio della crisi del 2008, a Bologna, il problema della casa è via via diventato sempre più acuto.

Le liste di chi è in attesa di un alloggio pubblico si sono sempre più ingrossate, mentre a fronte di un bisogno in crescita, sia a livello nazionale che locale, sia da parte del centro-destra che del centro-sinistra, con un furore ideologico perfettamente bipartisan, si è operato un forsennato attacco al sistema del welfare e alle conquiste dei ceti popolari.

La situazione di Bologna è sotto gli occhi di tutti: tagli alla scuola pubblica, alle risorse per l’assistenza, esternalizzazioni e privatizzazioni di servizi pubblici per comprimere i costi sulla pelle degli operatori taglieggiati dalle cosiddette cooperative sociali, in perfetto stile Marchionne, azzeramento di fatto del Fondo sociale per l’affitto e una politica della casa e del territorio attenta solamente agli interessi degli speculatori edilizi e delle imprese “amiche”.

C’è bisogno di radicalizzare ed estendere la lotta per il diritto alla casa ad un costo equo per tutti, smascherando l’ipocrisia dell’Amministrazione bolognese che si nasconde dietro il rispetto delle graduatorie (ai cui iscritti non da comunque risposte) per continuare le proprie politiche anti-popolari, in cui l’unica risposta prevista per chi, con la propria azione, pone il problema consiste nell’uso della forza.

ControCorrente- Per una sinistra dei lavoratori
Partito Comunista dei Lavoratori
Rete dei Comunisti

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Occupazione di San Donato: la casa è un diritto!

Esprimiamo la nostra vicinanza all’occupazione eseguita da ASIA/USB in via
S. Donato 143/2: è scandaloso che, in una città come questa, il Comune non
si impegni fino in fondo nella questione drammatica della situazione abitativa.

Per voce dell’assessore Malagoli che si autodefinisce di “sinistra” si è consumata l’ennesima insopportabile ingiustizia, proprio nel quartiere San donato dove Malagoli è cresciuto, anche politicamente.

Il silenzio del Comune di Bologna è assordante per le migliaia di famiglie lasciate per strada o in balia di speculatori pronti ad affittare bui scantinati a prezzi da usura.

Un atteggiamento, quello del Comune, che rivela la retorica falsa ed opportunista della campagna elettorale, un comune che appoggia immancabilmente speculatori, banche e grandi imprese a scapito dei cittadini che si vedono imporre balzelli sempre più pesanti; come l’aumento dei rifiuti, biglietti dei bus, parcheggi e multe, tutto a fronte della diminuzione o peggioramento dei servizi, soprattutto per quel che riguarda la questione casa.

È stato rifiutato un qualsiasi dialogo che aprisse sulla questione un barlume di speranza per l’ormai corposo esercito di disoccupati ora afflitti anche da uno sfratto.

L’emergenza abitativa è frutto della profonda crisi economica che attraversa
l’Europa, che immancabilmente si manifesta nei territori, nella crisi del lavoro, e ovviamente nell’impossibilità per migliaia di persone di pagare mutui e affitti da usura.

Tutto questo mentre il governo Monti colpisce i ceti popolari con provvedimenti che non fanno che aggravare la situazione: provvedimenti che scaricano sui livelli di vita dei lavoratori e delle classi popolari il peso dell’iniqua redistribuzione del reddito.

In questo quadro preoccupante, il Partito Democratico con l’aiuto di SEL perpetua gli essi provvedimenti aggravando ancora di più la situazione.

Siamo per un’economia fondata sul pubblico, sui beni comuni, su un diverso modello sociale ed economico, che garantisca il diritto a sanità, servizi sociali e reddito per tutti, alternativo al super-sfruttamento delle persone e della natura, per dire no alle politiche di aggiustamento strutturale e di austerità dei governi italiani ed europei, e per rivendicare diritti sociali, reddito, lavoro dignitoso, beni comuni, libertà e democrazia, per impedire la chiusura delle industrie e per investimenti in tecnologia e innovazione e lo sviluppo della ricerca  sostenendo scuola pubblica e università.

La proposta di auto recupero di uno stabile vuoto da quasi vent’anni, fatta dagli occupanti, va in questa direzione, per questo sosteniamo le lotte per il diritto all’abitare, contro chi, senza pudore e tutelato dal comune lascia al degrado del tempo un bene prezioso come una casa, che per tanti è un problema insormontabile.

Per questo, la battaglia di ASIA e degli studenti e lavoratori e famiglie che in questo momento resistono è anche la nostra battaglia, per una democrazia sostanziale e non solo per i ricchi.

Comitato NO DEBITO Bologna

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10, 100, 1000 San Donato 143\2!

Esprimiamo la nostra piena solidarietà a tutt* le\gli occupanti della nuova casa popolare in via San Donato, che da giorni si dedicano con passione alla riqualificazione dell’ennesima proprietà abbandonata a se stessa e negata a chi ne necessita.

Il netto rifiuto da parte dell’assessore alle politiche abitative -Riccardo Malagoli (SEL)- a porsi come mediatore tra gli occupanti e il proprietario dello stabile, dimostra l’ennesima negligenza da parte di un’amministrazione comunale il cui interesse per il benessere e la dignità dei propri cittadini nasce e si esaurisce in campagna elettorale. Le cravatte e i tailleur di palazzo d’Accursio non si piegano a certi “ricatti”! Di più, si sono detti IN-DI-GNA-TI davanti all’illegalità di questo incivile insulto alla proprietà privata! Eppure questi figurini non sembrano scomporsi di fronte all’emergenza abitativa che coinvolge e stravolge sempre più famiglie, anche nel territorio bolognese. La formula è sempre la stessa: “mera questione di ordine pubblico”, se ne occupi la questura.

La lotta degli occupanti di via San Donato è la lotta di tutti: del migrante, del disoccupato, dell’operaio, del precario, del pensionato, dello studente. Riteniamo che, di fronte a tanta borghese indifferenza da parte delle istituzioni “competenti”, questa lotta non possa che prendere la direzione della REQUISIZIONE POPOLARE e della solidarietà attiva e partecipata.

Perché dopo ogni sgombero ci siano dieci nuove occupazioni, più numerose, più coscienti, più determinate della precedente.

C.p.a. Shakur

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