Scuola, il coordinamento dei precari denuncia i ritardi nei pagamenti


I supplenti vengono pagati con mesi di ritardo. Indaga il Coordinamento precari della scuola di Bologna.

09 febbraio 2010 - 21:18

Grazie a tutte le riforme e a tutti i tagli che il settore dell’istruzione ha dovuto subire essere un insegnante in Italia è miracolo. Se una volta essere un insegnante era una posizione di prestigio e di stabilità lavorativa ed economica adesso diventa un ceto colpito sempre di più dall’incertezza e dall’instabilità. A questo si aggiunge anche il fatto che i supplenti vengono remunerati con mesi di ritardo: è quanto accade a Bologna.

Il Coordinamento precari della scuola di Bologna, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni, si è messo all’opera per verificare quanti e quali istituti pagano i supplenti regolarmente e quali invece in ritardo. L’attività è ancora in fase iniziale.

“Il problema -evidenzia Edoardo Recchi del coordinamento- esiste già da qualche anno, ma finora ha sempre riguardato le attività di progetto”. Se prima i ritardi, avvolte anche di un anno, riguardavano esclusivamente le ore di lavoro che si svolgevano al di fuori dell’orario di lezione adesso si sono estesi anche alla normale attività d’insegnamento.

“Non in tutte le scuole- continua Recchi- ma in diversi istituti si parla di un paio di mesi di ritardo”.

La causa dei ritardi è dovuta ai 14 milioni di euro che le scuole Bolognesi hanno anticipato tra il 2006 e il 2008 per il pagamento delle supplenze senza il dovuto rimborso da parte dello Stato. Adesso, nel 2010, le scuole non hanno più a disposizione i soldi per il pagamento dei supplenti di quest’anno.

C’è chi va avanti come può “alla fine i presidi si arrabattano in tutti i modi per non chiamare i supplenti- dichiara Franco Tinarelli, presidente del Consiglio d’istituto comprensivo n 7 – usando ad esempio le ore di eccedenza dei docenti, che però lo Stato ha annunciato di recente che non pagherà più”.

Il coordinamento dei genitori come protesta ha annunciato la volontà di non sottoscrivere i bilanci delle scuole che devono essere chiusi entro fine mese e per il momento, afferma ancora Tinarelli, non ci sono istituti che hanno chiuso i conti secondo la nuova normativa.

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