Roma / Centinaia di migliaia alla manifestazione dei metalmeccanici: “Ora sciopero!” [+foto]


Istantanee dalla manifestazione dei metalmeccanici, in particolare dal corteo dove sfilano centri sociali, studenti ed associazioni. “Siamo 500.000”. Migliaia di manifestanti danno vita ad un corteo non autorizzato. La piazza invoca lo sciopero generale.

16 ottobre 2010 - 14:48

> Le foto della giornata:

(h18,55) “Sciopero, sciopero!”. Mentre i primi gruppi di manifestanti cominciano a tornare verso bus e treni e sul palco finiscono di parlare i vertici del sindacato, la piazza di San Giovanni, gremita al punto che non tutti sono riusciti ad entrare, invoca a gran voce lo sciopero generale (così come ufficialmente fa la Fiom). Si conclude così una straordinaria giornata di mobilitazione, che ha risposto nel migliore dei modi all’ennesimo tentativo di “criminalizzazione preventiva” del Governo.

(h18,05) Il corteo improvvisato di Uniti contro la crisi è arrivato e si è sciolto a San Lorenzo, dove in serata si svolgerà una festa di quartiere.

(h17,30) Piazza San Giovanni, dov’era prevista la confluenza dei due cortei, è gremita di manifestanti mentre sembra che ci sia ancora gente ferma in piazza della Repubblica (dove partiva il corteo a cui hanno preso parte anche centri sociali e studenti). Lo spezzone di Uniti contro la crisi ha superato piazza San Giovanni e sta proseguendo in corteo, in modo non autorizzato, con migliaia di persone.

(16,50) Dal sound system di Uniti contro la crisi: “Siamo almeno 500.000, abbiamo vinto!”.

(h 16,05) Si apprende di una piccola contestazione ai danni di Sergio Cofferati, ex segretario della Cgil ed oggi europarlamentare del Pd. Cofferati è apparso nelle prime battute del corteo, subito circondato dai giornalisti. Con loro, però, si è avvicinato anche qualche manifestante bolognese che ha voluto ricordare così la buia parentesi di Cofferati sindaco-sceriffo di Bologna: per qualche minuto, così, è tornato a risuonare uno slogan (“Cofferati pezzo di merda”) che sotto le Due torri ha accompagnato per lungo tempo le campagne securitarie del Cinese. L’episodio ha attirato l’attenzione dei cronisti ma anche del servizio d’ordine del sindacato, senza particolari conseguenze.

(h 15,45) Il corteo partito da piazza della Repubblica è talmente partecipato che si è reso necessario dividerlo in due tronconi. La testa prosegue lungo il percorso originario, la coda è stata deviata in via Manin (a pochi metri dal luogo della partenza) per favorire il deflusso delle persone: nonostante la testa del corteo si sia mossa da oltre un’ora, infatti, la coda è ancora ferma in piazza della Repubblica.

(h 14,30) Ha cominciato a muoversi pochi minuti fa, molto lentamente, il corteo che da piazza della Repubblica, strapiena, raggiungerà piazza San Giovanni per la manifestazione nazionale dei metalmeccanici indetta dalla Fiom. In questo corteo, oltre al sindacato, sfilano anche centri sociali, collettivi ed associazioni. L’altro corteo raggiungerà piazza San Giovanni muovendosi da piazzale dei Partigiani.

Agli slogan più tradizionali (“Il potere dev’essere operaio”) si affiancano quelli ispirati dalle vicende che negli ultimi tempi hanno caratterizzato il mondo delle fabbriche e del sindacato. “La Cgil che vogliamo siamo noi”, cantano ad esempio gli operai di Pomigliano d’Arco, riprendendo lo slogan (“La Cgil che vogliamo”) della mozione, con dentro la Fiom, che all’ultimo congresso della Cgil ha sfidato il documento della maggioranza e del segretario uscente Epifani. La rabbia verso Cisl e Uil, invece, è sintetizzata da slogan come: “Bonanni ed Angeletti fuori dai coglioni, siete solo servi dei padroni”.

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