“Rimini sotto attacco”, perquisizioni a casa di tre attivisti del Paz


Portati in questura e poi rilasciati. Il centro sociale, intanto, annuncia una “operazione verità” contro l’inchiesta del pm Giovagnoli.

05 marzo 2010 - 13:43

GlobalProject segnala che “questa mattina tre attivisti del Paz hanno subito una perquisizione domiciliare e sono stati portati in Questura, dove sono stati sottoposti a domande in assenza di un difensore di parte. L’ordine di perquisizione è stato firmato dal Procuratore Giovagnoli, su un’ipotesi dreato di vilipendio alla bandiera, ‘furto aggravato di bandiera e di una corona di alloro’ e scritte diffamatorie. Perchè loro? Perchè sono attivisti riconosciuti del Paz definita nel mandato di perquisizione ‘organizzazione antagonista’. Sono stati sequestrati hard disks, schede di fotocamere e volantini distribuiti pubblicamente”. Nel corso della mattinata, riferisce sempre GlobalProject, “sono stati rilasciati tutti gli attivisti fermati”.

Intanto, per quanto riguarda l’inchiesta sull’occupazione del Paz, gli attivisti mandano a dire che l’occupazione della scuola di via Montevecchio a Rimini non ha causato nessun danno erariale alla citta’ ne’ si e’ trattato di uso privatistico di strutture comunali. Anzi il Paz ha consentito il “recupero e riutilizzo di una struttura fatiscente”, per non parlare delle “molteplici attivita’ pubbliche e sociali per tutta la cittadinanza”. Annunciata, per i prossimi giorni, una “operazione verità”: e cioè un “report di rendicontazione economica e riepilogativa di tutte le attivita’ realizzate, dei progetti e degli obiettivi raggiunti attraverso un’attivita’ di cooperazione sociale a difesa del comune, della liberta’ e dell’indipendenza”.

L’inchiesta che parte dalla Digos riminese e che e’ coordinata dal procuratore capo Paolo Giovagnoli, trasferitosi da Bologna a Rimini nell’estate del 2008, secondo gli attivisti “si iscrive pienamente dentro un percorso che pare, evidentemente, voler legittimare le posizioni e l’esposto del vicino di casa del Paz”. Quest’ultimo, a suo tempo, e’ stato condannato con patteggiamento ad una pena di due anni per aver avuto un ruolo nel fallito attentato di Forza Nuova nel settembre del 2007.

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