Rimini: minacce di morte a chi pratica percorsi di giustizia sociale


Scritta intimidatoria contro l’ass. No Border Rimini nata dentro il percorso del Laboratorio Sociale Paz. Oggi alle 15 presidio publico all’ingresso dell’ex fiera. Da Global Project.

30 dicembre 2009 - 02:31

Le feste natalizie portano “cauti” consigli agli autori della scritta, corredata da croce celtica e svastica: “No Border a morte”. No Border è, infatti, l’associazione di promozione sociale che si occupa di cooperazione internazionale, disagio giovanile e sicurezza sociale nata all’interno del Laboratorio Sociale Paz di via Montevecchio. La stessa associazione che si costituì parte civile insieme al Comune di Rimini e a Valter Naldi, il senza fissa dimora ospitato al Paz, nei due processi che hanno visto coinvolti 13 iscritti (fra cui due minorenni) a Forza nuova Rimini per il tentato assalto e incendio al Laboratorio Sociale Paz nella notte tra il 24 e il 25 settembre 2007.

Le accuse nei loro confronti erano di: concorso in tentato incendio e tentato sequestro di persona, aggravato dal numero delle persone che vi hanno preso parte, dall’avere determinato a commettere i reati anche minori, dall’avere agito con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico. I tre processi avvenuti nel 2008, uno con rito ordinario (per un unico imputato), uno con rito abbreviato (per 9 imputati) e due pateggiamenti, hanno portato a condanne che vanno tra i quattro e un anno e otto mesi, condanne che confermano tutte le accuse mosse dal Pm, Elisabetta Melotti, della Dda di Bologna tranne la finalità eversiva.

Riteniamo che una minaccia di morte non sia da sottovalutare vista anche la gravità dei fatti sopracitati e il dato che l’associazione, insieme allo spazio sociale Paz, sono state vittima di un attentato proprio a causa delle finalità sociali, antirazziste e antifasciste dei propri progetti. Nei faldoni dei tre processi che hanno portato alla condanna degli 11 imputati, iscritti a Forza Nuova Rimini, si parla chiaramente di:

“legare l’occupante senza fissa dimora”, “spaccargli le gambe”, “picchiare lui e gli altri subordinati”, “andarli a prendere a casa e dar fuoco alle loro abitazioni”, oltre a schedature fotografiche/anagrafiche degli attivisti del Paz.

Affermazioni preoccupanti così come riteniamo preoccupante l’utilizzo, nella scritta apparsa in questi giorni, dei simboli, svastica e croce celtica, che richiamano immediatamente i movimenti neonazisti odierni e i secoli bui della storia europea.

La scritta “No Border a morte” non è una questione privata perché non attacca una parte minoritaria della città, ma attacca tutte le realtà sociali e le persone che operano nel territorio a favore degli ultimi, dei diversi, degli esclusi, della comunità. E’ per tutte queste ragioni riteniamo di rendere pubblica questa cosa e di lanciare un appuntamento comune per tutte le persone che ritengono giusto cancellare i simboli della vergogna umana, quella che attraverso l’odio razziale e politico, sfociato nei famigerati lager nazisti, ha pensato e pensa di cancellare le diversità e di annientare chi pratica percorsi di giustizia sociale, di libertà e di pace alla luce del sole.

L’appuntamento comune è per Mercoledì 30 dicembre alle ore 15 all’ingresso dell’ex fiera (dopo la 1° rotonda su via della fiera) saremo armati di colori e pennelli per cancellare un’offesa alla città e alle radici stesse della democrazia, nonché al valore sociale e solidale della nostra associazione e dei nostri percorsi limpidi e fieri.

Ass. No border e Paz Project Rimini

(da Global Project)

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