«Primo marzo come 365 giorni: con i migranti sempre»


Coordinamento Precari scuola Bologna, Bartleby e studenti medi danno appuntamento lunedì alle 14.30 in Piazza Verdi per raggiungere il provveditorato agli studi prima di confluire nel presidio indetto dagli organizzatori dello sciopero migrante

27 febbraio 2010 - 17:48

> Leggi il comunicato:

Il 1 marzo 2010 a Bologna, come in tante città italiane, si svolgerà una giornata di mobilitazione e sciopero contro il razzismo e lo sfruttamento dei migranti.

In questi anni il rispetto per i migranti subisce, ormai da troppo tempo, attacchi violentissimi da parti consistenti della società, all’interno della quale si sono diffusi, in modo allarmante, episodi di razzismo e violenza. Tali atteggiamenti, giustificati da un immaginario, che criminalizza il migrante come diverso, rappresentano oggi forme di razzismo istituzionale che prima tramite la legge Turco Napolitano poi Bossi-Fini ed il Pacchetto Sicurezza, hanno generato un attacco legalizzato a questa fetta della nostra società  e dell’economia del Paese, escludendo gli stranieri dai quei diritti inviolabili che garantiscono una vita dignitosa.
Saremo in piazza il primo marzo per ribadire che ci opponiamo ad ogni forma di discriminazione che produce intolleranza e pregiudizio nei confronti dei migranti, per manifestare la nostra indignazione verso un ministro dell’istruzione che ha proposto in ambito scolastico
il progetto di istituire vere e proprie classi ghetto per i migranti, a cui ha fatto seguito l’introduzione del tetto razzista di un massimo del 30% di alunni stranieri per classe.
Quello che ne consegue, non è solo la perdita del valore positivo attribuito all’incontro tra culture, ma lo stesso diritto allo studio rischia di essere considerato come strumento eclusivo di “cittadini-studenti meritevoli”, limitando le possibilità dei migranti sempre più ricattati da un permesso di soggiorno vincolato unicamente alla loro forza lavoro, tra l’altro anche a basso costo.
Il diritto allo studio di fatto non è garantito a tutti allo stesso modo, i valori di uguaglianza e pluralismo culturale, professati in classe dagli insegnanti, non trovano alcun riscontro, né alcuna reale attuazione.
Ad uno studente migrante, anche se nato in Italia, che decide di iscriversi all’università , non è consentito concludere il suo percorso di istruzione fuoricorso, pena la perdita del suo permesso di soggiorno per motivi di studio, permesso che comunque non consente di avere contemporaneamente un regolare contratto di lavoro con cui mantenersi durante gli studi.

Così, uno studente straniero che entro sei mesi dal raggiungimento della maggiore età non riesce ad entrare nel mondo dell’università o del lavoro diventa clandestino e rischia di essere rinchiuso in un Cie o di essere espulso. Poco importa se è nato in Italia o in Italia è cresciuto.

Se già per i cittadini italiani il mondo della scuola e del mercato del lavoro conduce ad uno stato certo di precariato, e di ricattabilità sociale, che non consente nella maggior parte dei casi di fare progetti nel lungo periodo o ancora peggio di diventare economicamente autonomi, con la nuova rifoma e il pacchetto sicurezza, vivere in Italia per i migranti diventa un vero e proprio percorso ad ostacoli.

Questi provvedimenti limitano la possibilità di migliorare le loro condizioni di vita e riducono la loro possibilità di scelta di un percorso scolastico e soggettivo anche ai fini delle prospettive lavorative.

A pagarne in primis le conseguenze sono le seconde generazioni che, anche se sono nate e cresciute in Italia continuano ad essere considerate “straniere.”
Per questo motivo, aderiamo alla giornata del Primo Marzo e saremo in piazza con i migranti e le associazioni, perché, come recita l’appello del comitato bolognese, «sappiamo che la negazione dei diritti dei migranti è un attacco ai diritti di tutti e la libertà dei migranti è la libertà di tutti».
Sosteniamo inoltre lo sciopero e tutte le forme di conflitto che saranno messe in atto per il Primo Marzo.
Gli insegnanti, proporranno nelle loro classi, una giornata di didattica alternativa, a partire dalla lettura del fanta-racconto di Massimo Ghirelli, Il giorno in cui gli immigrati lasciarono l’Italia. Il testo sarà seguito da attività di approfondimento, dibattiti sull’argomento e infine si chiederà agli studenti di scrivere elaborati che verranno esposti in Piazza Maggiore nel corso della manifestazione pomeridiana.

Gli studenti universitari, dopo un percorso di costruzione di discorso collettivo che ha visto nella giornata di lancio del 23 febbraio confluire in Ateneo momenti di dibattito e di riflessione, porteranno il loro contributo in piazza attraverso la lettura di narrativa migrante: testi “dalla parte dei migranti” che affrontano il tema della migrazione attraverso la pratica dell’attività letteraria

Inoltre gli studenti universitari e gli studenti medi si ritroveranno il primo marzo alle ore 14 e 30 in piazza Verdi per raggiungere il provveditorato agli studi: vogliamo lanciare un segnale chiaro e visibile, all’interno di questa importante giornata, contro qualsiasi ipotesi di classi ghetto. Ovviamente invitiamo tutti a partecipare anche a questo momento di mobilitazione, dopo il quale ci riverseremo in piazza Piazza Maggiore.

Il mondo della scuola e dell’università ha scelto di aderire ad Un giorno senza di noi.

Coordinamento Precari scuola Bologna, Bartleby e studenti medi.

> Leggi anche su Uniriot il comunicato di Bartleby: «Siamo tutti clandestini»

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