Primo marzo, a Bologna sciopero e diecimila persone in corteo [report+audio+foto aggiornate+video]


Il primo marzo bolognese parla di sciopero e diritti, 10.000 persone in corteo hanno attraversato il centro cittadino e numerosi sono i lavoratori che hanno aderito allo sciopero. Leggi il report con le interviste audio e le nuove foto.

01 marzo 2010 - 20:02

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La “Giornata senza di noi” di Bologna si è svolta in un clima di lotta e solidarietà, in una piazza gremita che da presidio si è trasformato in un corteo di più di 10000 persone, tra cui moltissimi migranti, che hanno sfilato con determinazione  per le vie cittadine. Non c’è stato uno sciopero “etnico”come hanno accusato alcuni sindacati e partiti politici, ma uno sciopero di italiani e migranti che lottano insieme per rivendicare diritti, contro la Bossi-Fini, il pacchetto sicurezza e il razzismo istituzionale. Migliaia di persone si sono radunate in Piazza Maggiore  in presidio per poi raccogliere diecimila persone nel corteo che ha bloccato il centro storico fino a sera.

Piazza Nettuno colorata e addobbata da striscioni, mostre e banchetti tra gli altri del SIM, della Rdb, di Ya Basta e della Cgil, più altri banchetti informativi sui diritti dei migranti al lavoro, alla salute e alla cittadinanza. Numerose le fabbriche in cui i lavoratori hanno partecipato allo sciopero, dalla Titan alla Ducati, grazie agli sforzi che lavoratori e singoli delegati sindacali hanno portato avanti dal basso, rifiutando qualunque tentativo dall’alto di imporre tempi e modalità di lotta.

Dal palco del “microfono aperto” si sono avvicendati gruppi, collettivi e singole persone che hanno portato la loro testimonianza a favore di questa prima “giornata senza di noi”. A parlare, oltre Babakar, Bas e Claire, attivisti del Coordinamento Migranti, hanno portato il loro contributo il responsabile della UISP che organizza ogni anno i mondiali di calcio antirazzisti, i lavoratori della Ducati e della Titan, gli studenti di medicina del gruppo Prometeo, gli avvocati di strada, il collettivo di lettere e degli studenti medi, e tanti altri che hanno raccontato le loro storie.

Quello che si è potuto respirare è il clima che gli organizzatori evidentemente si aspettavano: italiani e stranieri uniti per rivendicare diritti e lottare contro lo sfruttamento; per il diritto alla salute, dentro e fuori il posto di lavoro, per il diritto ad un’istruzione che sia un momento di scambio e di contaminazione culturale, non l’alibi per regolamenti profondamente discriminatori che prevedono tetti massimi di studenti stranieri nella classi.

Come ci ha detto Bas, questo non è che l’inizio.

> Ascolta le interviste a Bas (Coordianamento Migranti) con un primo bilancio dal presidio, a Babacar (Coordinamento Migranti) sull’importanza dello sciopero, a Neva (Ya Basta) sulla costruzione della giornata e a Donatella (Bartleby) sul contributo degli studenti alla mobilitazione:


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