Presidio per Faith e Ngom


L’appello di NoiNonSiamoComplici: presidio lunedì 2 agosto’010 alle 12 in piazza Roosevelt.

29 luglio 2010 - 14:46

Dopo tempo rieccoci qua. Non eravamo sparite. Nel frattempo ci sono state rivolte nei Cie di mezza Italia; la presidente del Lazio, Renata Polverini, è riuscita a dire che a Ponte Galeria si potrebbero organizzare corsi di danza per le donne rinchiuse, come se si trattasse di un circolo ricreativo e non di un lager; altre donne e altri uomini sono state/i  deportate/i; l’Italia ha firmato nuovi accordi coi paesi d’emigrazione per negare con maggiore ferocia il diritto a decidere per sé e per la propria vita; è stata deportata in Nigeria una donna che ne era fuggita perché condannata a morte per aver reagito con forza contro una violenza sessuale; nel Cie di Bologna, fra nigeriane disperate, Ngom, una donna senegalese, aspetta con ansia il verdetto di un giudice di pace per sapere se l’Italia la rimanderà dal marito violento da cui era scappata.
Intanto Bologna si prepara alla manifestazione per il trentennale della strage di Stato alla stazione, il 2 agosto. E proprio per quel giorno alcune compagne hanno voluto indire un presidio di solidarietà, ma non solo, con Faith e Ngom per dire ancora una volta che la nostra vera sicurezza è ben altro da quella che vorrebbero farci digerire in silenzio.

NoiNonSiamoComplici

> Il testo del volantino:

PACCHETTO SICUREZZA?

La questura bolognese condanna a morte una donna che si ribella a uno stupro

Il 20 luglio la questura di Bologna ha deportato una ragazza nigeriana di 23 anni, Faith, proprio nel Paese dove era stata condannata a morte per aver reagito ad un tentativo di stupro da parte di un uomo ricco e potente.

Faith era stata rinchiusa nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di via Mattei a Bologna, dopo che i vicini avevano chiamato la polizia sentendo le sue grida di aiuto perchè un uomo cercava di violentarla.

La polizia ha pensato bene di arrestare lei solo perché non aveva il permesso di soggiorno. Dopo due settimane di detenzione è stata rimpatriata in Nigeria, dove potrebbe essere impiccata a breve da un governo corrotto e complice del peggior colonialismo occidentale.

E questo nonostante avesse già presentato domanda di asilo politico.

Benché l´Italia sia uno dei paesi promotori della moratoria contro la pena di morte, lo stato razzista italiano non ha esitato a consegnare ai suoi assassini una donna che ha saputo reagire alla violenza maschile, una donna da cui tutte abbiamo tanto da imparare.

Dopo questa vicenda, che segue purtroppo tante altre analoghe, sarebbe ora che ci si chiedesse di che genere di sicurezza blaterino i politici e perchè dovremmo delegare a questa gente e ai loro servitori in divisa la protezione delle nostre vite.

La deportazione di Faith è un monito contro tutte le donne che si ribellano alla violenza maschile.

Allora ci chiediamo che futuro possa aspettarsi Ngom, un´altra donna immigrata, senegalese e madre di sei figli, arrivata in Italia dodici anni fa dopo esser fuggita da un marito violento. Ngom, sempre in nome della “nostra sicurezza”, è da qualche giorno rinchiusa nel Cie di Bologna in attesa che un giudice di pace decida se accettare il ricorso contro l´espulsione o eseguire gli ordini della questura di La Spezia e rimandarla in Senegal dal marito-aguzzino.

Non smetteremo mai di dire che la nostra vera sicurezza è la solidarietà fra donne.

Per quanto tempo ancora intendiamo tollerare la presenza dei Cie – lager di Stato in cui le donne sono spesso sottoposte a ricatti sessuali, molestie e violenze per poi essere rimpatriate col rischio di essere addirittura uccise?

La nostra sicurezza non ha bisogno di confini, né di lager, né di passaporti

Lunedì 2 agosto presidio alle 12 in piazza Roosevelt a Bologna

Mai più schiave!

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