Presidio all’Usr, Limina si barrica in via de’ Castagnoli


Davanti alla protesta degli insegnanti, che ne chiedono le dimissioni, il direttore dell’Usr chiude la porta e fa schierare i Carabinieri. Qualche momento di tensione quando una precaria viene spostata di peso.

27 maggio 2010 - 20:40

Fuori una cinquantina di insegnanti del Coordinamento delle scuole e del Coordinamento dei precari, in presidio per chiederne le dimissioni dopo la circolare-bavaglio. Dentro Marcello Limina, direttore dell’Ufficio scolastico regionale, barricato dentro gli uffici di via de’ Castagnoli con tanto di Carabinieri schierati all’ingresso.  Tanto che i precari pensano di denunciare i vertici del provveditorato per interruzione di pubblico servizio, perchè il giovedi’ pomeriggio (dalle 15 alle 17) l’ufficio e’ aperto e il cordone di Carabinieri ha impedito l’ingresso anche a diversi insegnanti che si erano presentati per chiedere informazioni o per consegnare documenti.

Dopo circa un’ora di sit-in all’esterno, i precari hanno cercato di portare la protesta all’interno del provveditorato, con tanto di striscioni e megafono. La porta dell’Usr e’ rimasta pero’ sbarrata davanti alle continue citofonate e dopo ripetuti tentativi dei precari sono intervenute le forze dell’ordine. In qualche occasione i precari hanno cercato di approfittare dell’ingresso di qualche dipendente: sono stati sempre respinti dai Carabinieri e in un caso una giovane precaria e’ stata anche spostata di peso, creando qualche momento di tensione.

Oltre alla protesta, il Coordinamento voleva consegnare anche un documento con alcune richieste all’Usr a partire dalla creazione di un “osservatorio permanente” sulle condizioni delle scuole bolognesi, formato da genitori, insegnanti e studenti. All’Usr viene chiesto di non applicare la riforma degli istituti superiori, dal momento che “mancano ancora i regolamenti attuativi e che non e’ ancora legge dello Stato, perche’ non e’ stata pubblicata in Gazzetta ufficiale. E’ una questione di legalita’”, spiegano i precari. Al provveditorato viene chiesto anche di “sollecitare il ministero in via ufficiale a pagare i 23 milioni di euro di debito nei confronti delle scuole di Bologna”, di garantire la
composizione degli organici e di rispettare le richieste di tempo scuola fatte dalle famiglie.

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