Piovono denunce


Cua-Cas: 150 avvisi di fine indagine agli studenti per le mobilitazioni del 2010. Poi altri 89 per il blitz NoTav in stazione dello scorso febbraio. Infine, già 12 denunce per l’iniziativa in piazza Verdi di ieri.

18 maggio 2012 - 18:46

Proprio mentre a livello nazionale (e non solo) riparte la gran cassa politica e mediatica della criminalizzazione del dissenso e delle lotte, con perfetto tempismo l’autorità giudiziaria bolognese sfodera una vera e propria pioggia di denunce e avvisi di fine indagine prendendo di mira movimento studentesco, collettivi, centri sociali e chi decide di non stare a guardare mentre si smantellano la scuola e l’università pubblica o si devastano i beni comuni.

Per cominciare, quasi 150 denunce sono arrivate in questi giorni a studenti universitari e delle superiori che parteciparono alle manifestazioni dell’autunno 2010. Lo rendono noto i collettivi Cua e del Cas, con un comunicato: si tratta di avvisi di fine indagine che di solito preludono a un processo. “Le accuse si riferiscono ai cortei non autorizzati composti da migliaia di persone, all’occupazione dell’Autostrada del 30 novembre e alla resistenza alle cariche della Polizia (che purtroppo furono molteplici in quei giorni portando al ferimento di decine di giovani) nonchè alla partecipazione, con un corteo studentesco, allo sciopero Fiom del gennaio che seguì”. Questi provvedimenti sono “un vergognoso accanimento politico nei confronti del movimento studentesco- scrivono Cua e Cas- cercando di attribuire a pochi quella che e’ stata una pratica di conflitto sociale di massa”.

Ma a finire nel mirino non sono solo gli studenti. A quanto si apprende, infatti, in questi giorni la Digos ha  notificato 89 avvisi di fine indagine per il blitz NoTav in stazione del 27 febbraio scorso, promosso da numerose realtà cittadine: le accuse sono di manifestazione non preavvisata, interruzione di pubblico servizio e resistenza a pubblico ufficiale.

Infine, ci sono già 12 denunce anche per l’iniziativa di ieri in piazza Verdi che le forze dell’ordine hanno tentato, invano, di sgomberare: sette studenti tra Cua e Cas sono accusati di manifestazione non preavvisata e cinque per rifiuto di fornire le generalità. I collettivi, però, non si arrendono e annunciano il ritorno in piazza Verdi già per giovedi’ prossimo, il 24 maggio, con le stesse modalità di ieri. “E’ assurdo che ieri laPolizia e i Vigili urbani siano venuti a impedire un reading di poesia, si è sfiorato il ridicolo. Non faremo nessun passo indietro e giovedi’ saremo qui a fare esattamente quello che abbiamo fatto ieri”.

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