Pestarono un giovane iraniano-statunitense, quattro agenti condannati in appello


Riconosciuti i reati di abuso d’ufficio, lesioni e ingiurie aggravate. I fatti avvennero nella notte tra il 4 e il 5 luglio 2005

17 aprile 2011 - 18:58

Condanne a un anno e due mesi per i reati di abuso d’ufficio, lesioni e ingiurie aggravate confermate venerdì  in appello per i quattro agenti che nella notte tra il 4 e il 5 luglio 2005 malmenarono  nelle camere di sicurezza della Questura di Bologna un giovane di nazionalità statunitense ma nato in Iran. Ridotto il risarcimento disposto al processo di primo grado, il 28 novembre 2008.

Il ragazzo fu fermato per aver veementemente protestato allorché, in Piazza S.Francesco, un diciannovenne cileno che suonava un tamburo era stato denunciato per disturbo della quiete pubblica e resistenza a pubblica ufficiale.
Arrivato negli uffici della Questura, il giovane fu più volte percosso a pugni e offeso, finché non gli fu possibile mostrare il passaporto statunitense: gli agenti cambiarono repentinamente atteggiamento.

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