Palermo, rioccupato lo Zetalab


Dopo un corteo che ieri ha visto sfilare migliaia di persone e ha costretto il prefetto a convocare un tavolo istituzionale, questa mattina gli attivisti del Laboratorio Zeta hanno rioccupato lo stabile. Leggi il comunicato.

24 gennaio 2010 - 16:56

Forse non lo sai ma pure questo è amore!

Lo diciamo oggi, all’indomani del lungo corteo che ha manifestato solidarietà al Laboratorio Zeta per le strade di Palermo dopo lo sgombero del 19 gennaio, a conferma di tutto il sostegno e la condivisione che moltissime realtà e cittadini hanno messo in campo sin dalle prime minacce di sfratto quasi un anno fa.

Lo comunichiamo alla signora Anna Ciulla, paladina dell’associazione Aspasia, che ha retoricamente invocato il rispetto della legalità mentre pochi giorni fa sotto il suo vigile occhio venivano murate tutte le porte e le finestre del Laboratorio Zeta che veniva barbaramente espropriato alla città. Uno sgombero meschino e violento contro persone inermi: uomini e donne picchiati, trascinati per i capelli, manganellati sulla testa, sul viso, sulla bocca.

Persone arrestate per nulla, poi ovviamente assolte, ma dopo una notte passata in galera. La signora Anna Ciulla, e ne ripetiamo oggi il nome perchè non sfugga ancora una volta in futuro, sottoposta a inchiesta per corruzione e concussione insieme all’ex assessore Giuseppe Scoma, ha tolto pochi giorni fa, non a un collettivo politico, non a una comunità di rifugiati politici sudanesi, ma a tutta la comunità dei cittadini di Palermo, un bene comune, prezioso, unico. Il laboratorio Zeta è nato in uno spazio abbandonato che abbiamo restituito alla città, quando nove anni fa ce lo siamo presi, attorniati dai bambini del quartiere. Non è un caso che gli abitanti dei palazzi intorno a Via Boito 7, diventata negli anni strada d’incontro di politica e di socialità, abbiano risposto allo sgombero nella maniera più visibile per ribadire che Zetalab non si tocca!

Ai balconi sono apparsi lenzuoli bianchi con la zeta al centro che ora fanno da lumicino per chi in questi giorni ha tenuto e ancora mantiene un presidio lungo, difficile e al freddo, ma con la solidarietà di una città che ha portato musica, vivande, appoggio e calore.

La stessa città che ieri ha dato vita a un lunghissimo corteo partito da via Boito e arrivato in Prefettura: più di 5000 persone a dire che il Laboratorio è una storia comune.

Un storia così potente da rendere evidente che la legalità slegata dalla giustizia è solo vuota retorica, che la sentenza di un tribunale che affida un luogo come lo Zeta a un’associazione più che losca, per farci un asilo privato, non può pretendere rispetto.

Dopo questo straordinario corteo, come da anni non se ne vendevano a Palermo, il prefetto è stato costretto a convocare finalmente un tavolo “istituzionale” per lunedì alle 17:00, con lo IACP, la Questura, il Comune e i Consiglieri comunali e i Senatori che hanno espresso in questi giorni assoluta contrarietà allo sgombero del Laboratorio Zeta.

Si apre così una nuova trattativa, anche se lo Zeta è stato per quasi un anno impegnato in un tavolo dal quale non è emersa alcuna proposta, mentre tutte le istituzioni hanno ammesso la loro incapacità nel trovare una soluzione, affermando anche che il Laboratorio zeta era già una risposta concreta a bisogni e difficoltà reali di questa città. La convocazione di lunedì (che comunque non ci vede tra gli invitati) è certamente un risultato, ottenuto anche grazie all’intervento della politica istituzionale. Da questo tavolo ci aspettiamo che venga revocata l’assegnazione degli spazi del Laboratorio zeta all’associazione Aspasia, per essere formalmente riconsegnati alla città che ieri era in piazza.

Intanto noi, oggi torniamo a casa.

Ci Siamo ripresi lo Zeta.

Venite tutti a sostenerci.

Lo Zeta è una storia comune.

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