Omicidi fascisti a Firenze, comunità senegalese in piazza [adesioni in aggiornamento]


Sabato 17 dicembre 2011 ore 10.30 in piazza Nettuno per Samb Modou, Diop Mor e gli altri migranti feriti a Firenze da Gianluca Casseri, militante di Casapound.

14 dicembre 2011 - 19:46

Dopo i tragici fatti di Firenze la solidarietà non è abbastanza, servono cambiamenti radicali, a partire dall’abolizione della Bossi-Fini. A ribadirlo è la comunità senegalese cittadina, che, con una nota che riportiamo integralmente di seguito, annuncia un presidio per sabato 17 novembre in Piazza Nettuno insieme a Coordinamento Migranti, Migranda, Laboratorio On The Move

Sul duplice omicidio attuato nel capoluogo toscano dal neofascista Casseri è intervenuto anche il centro sociale Tpo (che da marzo sarà coinvolto nel processo su  quanto avvenuto il 21 febbraio 2009): “Alla luce di quello che e’ successo, ci sentiamo di dire che il Tpo, con quelle giornate di mobilitazione anti-Casapound, ci aveva visto lungo”.

“Meno male che a Bologna, anche grazie alla nostra mobilitazione, non ci sono sedi di Casapound – prosegue il Tpo – e meno male che il sindaco Merola non piu’ tardi di qualche settimana gli ha negato l’utilizzo di una sala pubblica. Ora anche tutta la città si convinca definitivamente che queste persone non devono avere spazi”.

> Il comunicato d’indizione del presidio:

Non basta condannare l’omicidio freddo e violento di Samb Modou e di Diop Mor, i due migranti senegalesi uccisi a Firenze. Non basta sperare che Moustapha Dieng vinca la sua battaglia contro la morte e che gli altri feriti guariscano in fretta. Non basta esprimere solidarietà alle famiglie dei morti e ai feriti. La solidarietà adesso costa poco e conta ancor meno. Non siamo di fronte al gesto improvviso di un fascista folle. Siamo invece di fronte al risultato della follia sistematica che la legge Bossi/Fini quotidianamente produce e riproduce nella forma del razzismo istituzionale. Le leggi dello Stato trattano i migranti come uomini e donne che possono essere espulsi dopo anni di lavoro in Italia per la mancanza di lavoro. Uomini e donne che possono essere rinchiusi nei Cie praticamente senza alcun diritto. Molti sindaci democraticamente eletti dichiarano pubblicamente che i migranti devono essere eliminati dalle graduatorie per le case popolari. Il razzismo delle istituzioni e quello da bar, assieme a decine di altre sopraffazioni sono parte del quotidiano razzismo prodotto dalla legge Bossi-Fini. Se si tollerano discorsi che fanno degli immigrati sempre e comunque il capro espiatorio della crisi, perché stupirsi se un fascista pensa che sia anche possibile passare all’azione uccidendo due migranti senegalesi?
Di fronte al razzismo pubblico e istituzionale, così come di fronte alla violenza fascista la solidarietà non basta! Anche per Samb Modou, per Diop Mor e Moustapha Dieng è ora di farla finita con la Bossi/Fini e il razzismo, lo sfruttamento e l’odio che essa quotidianamente produce.

Per Samb Modou, per Diop Mor, per Moustapha Dieng e gli altri feriti di Firenze, per tutti coloro che sono quotidianamente colpiti dal razzismo chiamiamo perciò tutti, migranti e italiani, a un presidio sabato 17 dicembre alle ore 10.30 in Piazza Nettuno.

Comunità senegalese di Bologna
Coordinamento migranti Bologna e Provincia
Migranda
Laboratorio On the Move

> Adesioni pervenute: Associazione Al-Sirat; Scuola di Italiano con migranti – XM24; Associazione Sopra i Ponti; Associazione PRESS AFRIC; (s)Connessioni precarie; Spazio pubblico XM24; Crash; Centro Sociale TPO; Bartleby; Vag61; Cobas Bologna

> Info e adesioni: coo.migra.bo.@gmail.com – 3275782056

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Chiudere Casa Pound ovunque, ora! 

Tre anni fa abbiamo aperto una campagna: Chiudere Casa Pound a Bologna. Ovunque. Ora. Questo perché riteniamo intollerabile la presenza di una sede fascista nel centro delle nostre città. Non pensiamo assolutamente che Casa Pound sia un insieme di reduci e nostalgici nazi-fascisti, ma anzi nel suo dna riscontriamo una pericolosa organizzazione, un movimento di destra moderno, ampio, dal linguaggio contemporaneo ed in rapidissima espansione (finanziato anche da partiti di centrodestra). Le violentissime e ripetute aggressioni contro migranti, militanti di sinistra e studenti, sono l’esempio del loro vergognoso agire.

Abbiamo sempre reclamato ed agito la chiusura di queste sedi prima che i danni prodotti fossero troppo evidenti per essere fermati, prima che la sua diffusione diventasse metastasi. Abbiamo occupato le sale comunali concesse loro per dibattiti, li abbiamo allontanati dai quartieri quando in maniera organizzata volevano impedire volantinaggi antifascisti, e come noto, abbiamo chiesto alle amministrazioni che ne disponessero la chiusura.

Amministratori, politici, pensatori illuminati, editorialisti, si sono scomodati nel dire che ci stavamo sbagliando di grosso, che Casapound non è un’organizzazione pericolosa, invocando il diritto di parola per tutti, parlando di una Bologna così democratica che poteva contenere oramai tutto…

Questo lo scriviamo perché alla luce dei fatti si conferma l’importanza di quel percorso partecipato e condiviso nella città, per cui molti compagni sono oggi sotto processo Lo scriviamo e ne parliamo, perché pensiamo che dalla crisi non si esce per definizione con una nuova democrazia o più diritti. La crisi è uno spazio imprevedibile, dove le passioni tristi, l’odio e la violenza razzista (il tutto alimentato da decenni di cultura e politica intrisa da xenofobia) possono trovare sempre più spazio ed essere parte del nostro futuro.

E´ per questo che scriviamo, perché pensiamo che per uscire da questa crisi, con più diritti e più libertà, per creare società includenti, antirazziste e solidali dove i respingimenti e i pensieri leghisti alla Borghezio non trovino cittadinanza, bisogna costruire unità contro la crisi, connettere i conflitti, unire ciò che la crisi vuole dividere. E soprattutto bisogna considerare pericolosi tutti coloro che come Casapound predicano odio, razzismo, xenofobia, senza aspettare che poi le tragedie ovviamente si verifichino.

Chiudere Casapound, ovunque. Ora!

Sabato 17 dicembre partecipiamo al Presidio in Piazza Nettuno alle ore 10.30

Domenica 18 dicembre invitiamo tutti alla giornata Diritto di scelta! Insieme per sconfiggere il razzismo

Cs Tpo Bologna

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