Ogr a rischio chiusura, in ballo 600 posti di lavoro


Allarme lanciato dalle Rsu, che dietro l’operazione delle Fs vedono una speculazione immobiliare. E i lavoratori dell’Officina già devono fare i conti con l’esposizione all’amianto e i ritardi burocratici.

17 maggio 2010 - 20:17

Il gruppo Fs vuole chiudere l’Officina grandi riparazioni di Bologna entro il 2013. Sono 400 i ferrovieri che rimarrebbero senza impiego, spiegano le Rsu, piu’ altri 200 circa legati all’indotto interno delle officine (fornitori, mensa, pulizie). La chiusura dell’Ogr di Bologna rientra nel piano del Gruppo Fs di dimezzare la manutenzione entro il 2014. Ma per i sindacati i motivi sono soprattutto speculativi. Il terreno su cui sorge la Ogr infatti (120.000 metri quadrati) si trova in mezzo alle due aree ferroviarie di Prati di Caprara e Ravone che fanno parte dell’accordo di valorizzazione firmato nel 2005 da Ferrovie e Comune di Bologna e che saranno convertite in zona residenziale. L’officina di Bologna e’ specializzata nella riparazione degli Etr (i pendolini) e dei mezzi leggeri per il trasporto regionale: attività che verranno trasferite a Vicenza e Foggia dove però saranno esternalizzate con il rischio di conseguenze, dicono le Rsu, sulla sicurezza dei convogli.

Ai lavoratori dell’Ogr arriva la solidarietà dell’Associazione esposti amianto (Aea), che parla di “nuove vessazioni sui lavoratori dell’Ogr” e ricorda che la situazione legata alla “grave esposizione ad amianto” subita in passato dagli operai dell’officina e che “ancora non si avvia ad una equa soluzione, neanche sul piano amministrativo”. Numerosi lavoratori, infatti,  “sono incredibilmente in attesa di un pronunciamento della Corte dei conti, dopo che la loro questione e’ stata positivamente discussa da tutti i gradi della magistratura fino alla Cassazione, che ha accolto il riconoscimento dei loro diritti”.

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