No ai tagi su nidi e materne, «per salvaguardare un patrimonio sociale ed educativo»


Il volantone preparato dal Comitato promotore – Coordinamento dei genitori dei nidi e delle materne di Bologna in vista della manifestazione di domenica 7 novembre’010.

05 novembre 2010 - 19:12

nidiSiamo genitori e cittadini che esprimono la massima contrarietà a ogni ipotesi di tagli nei servizi nido e materne, esprimono netta contrarietà ad ogni ipotesi di ulteriore aumento delle rette, introduzione di tasse di iscrizione, eliminazione o riduzione della fascia gratuita, peggioramento degli orari dei servizi, aumento del rapporto operatori/bambini.

CHIEDIAMO alla Commissaria Cancellieri di non procedere con decisioni che dequalifichino il servizio nidi e materne e che incidano ulteriormente sul reddito delle famiglie.

MANIFESTIAMO INSIEME

Per far vedere che siamo in tanti a voler salvaguardare un patrimonio sociale ed educativo.
Siete tutti invitati, genitori, educatrici, collaboratori, maestre, bambini e cittadini

Domenica 7 novembre
ore 10 – in Piazza Dell’Unità
(con corteo in Via Indipendenza)

Le inaccettabili proposte sui servizi nido e materne
In questi giorni abbiamo letto sui giornali che è ricominciato il valzer delle cifre dei tagli sul bilancio comunale, a luglio ci assicuravano che non ci sarebbero stati tagli almeno sul welfare, a settembre invece è arrivato l’annuncio di un taglio di 20-22 milioni (questi sul 2011 e altri 16 sul 2012= totale 36), poi la commissaria Cancellieri, tornata da un viaggio a Roma, ha annunciato un taglio di soli 12 milioni, e ora, con uno nuovo annuncio è ritornata a 18-20 milioni. Per i meccanismi e vincoli di norme di bilancio, specifichiamo che molti dei tagli sono a senso unico, cioè per leggi di  stabilità di bilancio non sono temporanei ma diventano “automaticamente” definitivi (es. se riduco una spesa l’anno successivo lo stato rifinanzia in base alla spesa per come è stata tagliata precedentemente).
Se il bilancio complessivo del Comune di Bologna è di 500 milioni (utilizziamo cifre approssimate), su questi non vengono toccati 150 milioni (mutui con le banche e altre voci) mentre si opera sul restante composto di 200 milioni per spese di personale e 150 in servizi, solo su questi 350 si vuole operare un taglio di 18/20 milioni.
Per quanto riguarda i “tempi” delle decisioni: finora si sono svolti “tavoli tecnici” sui vari temi, compreso sui nidi e materne, dove sono state riportate le proposte di modalità di taglio, l’amministrazione le ha “elencate” senza voler definire oltre ad esempio l’ammontare dei risparmi ottenibili per ogni singola proposta, ecc ecc.
Prima la Cancellieri ha dichiarato di voler chiudere i conti e definire i tagli solo all’ultimo momento (cioè a fine dicembre, dopo la definizione dei provvedimenti di finanza da parte del Governo), e invece in questi ultimi giorni ha dichiarato che vuole chiudere il confronto entro la fine di novembre.
Riportiamo e citiamo dichiarazioni stampa: “Nulla e’ ancora stato deciso, perché ancora non conosciamo esattamente le cifre e il quadro generale finanziario che deve essere stabilito dal Governo – ha spiegato il commissario – ma, intanto, stiamo portando avanti il lavoro con i vari uffici e contiamo di terminare per metà novembre. Da lì partiranno gli incontri con i sindacati e a fine novembre pubblicheremo il bilancio”. “Saremo rigorosi e pessimisti, in modo tale da  prefigurare l’ipotesi più negativa ed essere sempre pronti ad un aggiustamento migliorativo”.
Quindi c’è il margine per ogni tipo di “illusione” per poi ritrovarci a cose fatte con un taglio irreversibile e distruttivo. Ed è sbagliato ogni atteggiamento che di fatto ritardasse ogni possibile iniziativa di opposizione.

LE PROPOSTE DI TAGLIO E INTERVENTO NEL SETTORE NIDI E MATERNE
Negli incontri tecnici di settembre/ottobre sono stati esposti ai sindacati i seguenti interventi e ragionamenti:
i primi e principali servizi su cui verranno effettuati i tagli, saranno nidi e materne (perché sono una delle voci più “pesanti” tra le spese dell’amministrazione); tagli ai posti nido pubblici: a fronte di una lista di attesa di 700 bambini si propone una riduzione di altri 50 posti; riduzione dell’orario di apertura: di norma i nidi chiuderanno alle 16.30 invece che alle 18.00, i genitori/bimbi che hanno bisogno di un orario prolungato sarebbero dirottati alcuni nidi (pochi) che rimarranno aperti più a lungo riduzione dell’orario di servizio, il servizio prolungato si paga extra, il servizio prolungato potrebbe essere gestito da personale esterno (in appalto); chiusura per “ristrutturazione” di sei nidi, con immediato trasferimento dei bambini: in seguito, visto che il Comune non mette soldi per la ristrutturazione, questi nidi sarebbero ristrutturati da privati che avranno in cambio la loro gestione; quindi la ristrutturazione è l’occasione/copertura/giustificazione per la privatizzazione di questi nidi; diminuzione del rapporto numerico adulto/bambino (es. da 1/6 a 1/7)sia per nidi che per materne, anche attraverso la mancata sostituzione delle assenze (e il personale addetto alle sostituzioni non è dedicato ad un servizio specifico ma si sposta e ruota su tutta la città, con quello che significa in termini di rapporto educativo con i bambini); rette dei nidi: dichiarando che a Bologna si paga poco il nido si propone la rimodulazione delle tariffe ISEE, si mette mano agli scaglioni di reddito e di costo, l’obiettivo è aumentare le rette per le famiglie (magari lasciando fuori dagli aumenti solo il livello più basso, forse ma non è certo nulla); tassa di iscrizione per le materne: si propone una tassa di iscrizione annua per le materne, non è specificato l’ammontare ma non sarà ovviamente simbolica;
Volendo fare un documento specifico per i genitori, abbiamo tralasciato le proposte di peggioramento delle condizioni contrattuali, di salario e di carico di lavoro per i lavoratori e lavoratrici dei servizi nido e materne, ma anche queste sono molto pesanti è avranno conseguenze dirette e indirette molto significative sulla qualità del servizio.
Per questo riteniamo indispensabile la massima unità di opposizione tra genitori e lavoratori a queste ipotesi di peggioramento e dequalificazione di questi servizi che erano un vanto a livello internazionale.

Comitato promotore – Coordinamento dei genitori dei nidi e delle materne di Bologna

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