Nasce il “Condominio Sabatucci”


Mentre fuori dal Beltrame si continua a dormire per strada, al via un
progetto che vede insieme operatori, utenti e realtà attive nella
zona: tra le prime iniziative, un orto e una palestra.

03 luglio 2012 - 16:39

Realizzare o assistere ad uno spettacolo teatrale, allenarsi in palestra oppure seguire un corso di giocoleria. Sono alcune delle attività del “Condominio Sabatucci”, progetto promosso tra gli altri dagli operatori del dormitorio Beltrame e diverse realtà operanti nella stessa zona (Oltre, Fucine Vulcaniche, Sensiesegni, Universo, Naufragi, Avvocato di strada, Acqauablu e Vag61). “Vogliamo invertire il paradigma della marginalità- racconta uno degli operatori che ha lavorato al progetto, che sarà presentato mercoledì- facendo capire che i dormitori sono luoghi ‘normali’: ecco perche’ abbiamo provato a
immaginare il Beltrame come un condominio in cui vivono diverse persone e convivono diverse realtà”. L’idea, dunque, è andare oltre l’idea prevalente di dormitorio. “Diamo a queste persone da mangiare e un posto dove dormire- spiega l’operatore- ma non c’e’ solo questo e il ‘resto’ non e’ meno importante”.

Il progetto parte dall’idea di valorizzare e sfruttare alcune aree inutilizzate della struttura di via Sabatucci, come il giardino esterno e alcune stanze, per organizzare attività a cui possano partecipare sia gli utenti del dormitorio che gli abitanti del quartiere: per cominciare, ad esempio, è iniziata la realizzazione di un piccolo orto e si sta attrezzando una palestra per pugilato e pesi.

Dell’organizzazione dei diversi progetti si occuperà, di mese in mese, un comitato che prevede la partecipazione sia degli operatori che di utenti e associazioni. “Verranno prese insieme le decisioni che riguardano il teatro, i corsi o il dialogo con i senzatetto accampati fuori dal dormitorio”, spiega l’operatore. Infatti è bene ricordare che ancora oggi, tutt’intorno alla struttura di via Sabatucci, ogni notte continuano ad esserci decine di persone (soprattutto straniere) che sono costrette ad accamparsi per strada perchè, nell’indifferenza delle istituzioni, non hanno nessuna sistemazione migliore. Persone che, sera dopo sera, non trovano posto neanche nel dormitorio: al Beltrame ci sono 115 posti letto e al momento sono tutti occupati, mentre il Centro diurno accoglie circa 40/50 persone al giorno.

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