Milano / Sgomberata Macao


Polizia e Carabinieri all’alba a Torre Galfa, occupata da dieci giorni, sul posto accorrono in centinaia. Da Bologna la solidarietà di Bartleby

15 maggio 2012 - 12:52

(da MilanoX, ore 10)

Intorno alle 6e40 di stamattina, in una Milano che si stava risvegliando pian piano (e piano per piano…), polizia e carabinieri forzano la porta di ingresso della Torre Galfa e svegliano gli occupanti, senza cappuccio e brioches… li radunano e identificano. Intanto come un tamburo che rulla per la città la voce si diffonde via twitter, facebook, sms e chiamate che invitano tutti i sostenitori ( e siamo in tanti) ad accorrere numerosi a dare il nostro sostegno , a far sentire la nostra voce, perche’, come si legge su uno striscione: “Lo spettacolo continua…”

Centinaia, forse migliaia, di giovani e meno giovani stavano qui costruendo un sogno con le proprie mani , ed è proprio il caso di dirlo, visti gli enormi , concreti e visibili lavori di pulizia , ristrutturazione e messa in sicurezza compiuti in una sola settimana, attivandosi dal primo secondo, varcata la soglia con quel simpatico tappeto che ci diceva :”WELCOME” benvenuti!!! perchè anche il Torracchione ormai fatiscente era felice di riprendere vita e colore…

E invece sono già qua, a interrompere il sonno e distruggere un sogno, ma noi resisteremo!!

Attualmente pare siano accorse già un paio di centinaio di persone, ma l’ appello a recarsi sul posto a portare solidarietà si fa sempre piu’ forte. Servono anche furgoni e mezzi per portare via la tanta attrezzatura convogliata a Macao in questi giorni; la proprietà privata, il gentil padrone, ha messo a disposizione un container per evacuare; la moltitudine di Macao lo ha rifiutato decidendo di contare solo sulle proprie forze, che sono comunque tante! Sono quelle stesse forze, voci, anime e persone che hanno fatto si che l’ anno scorso di questi tempi il vento cambiasse… E sono quelle stesse forze, voci , anime e cuori che ci stavano provando in prima persona a far cambiare davvero quel vento che ha smesso di soffiare dopo i primi entusiasmi post elezioni.

Per ora e’ tutto, seguite gli aggiornamenti dei cinguettii di Twitter, se non potete recarvi di persona, altrimenti… unitevi al coro!! Lo spettacolo continua!!

Le lezioni dell’ ateneo di Macao in programma per oggi saltano in nome dell’ ennesima lezione di vita, di una Vita Agra dove non ci permettono di sognare, e tanto meno di provare a realizzarli i nostri sogni!

Sono già in tanti sotto la Torre, il tamburo sta funzionando, ma c’e’ bisogno anche di te! Anche perchè anche tu hai bisogno dell’ ossigeno di Macao…

Bevi un caffè, prendi tromba e megafono e corri a Macao!

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Siamo tutti su MACAO

Riceviamo all’alba la notizia dello sgombero di Macao, il grattacielo occupato nel cuore finanziario di Milano da un gruppo di lavoratori dell’arte e della cultura.

Macao è un palazzo liberato dalla speculazione edilizia che il gruppo Ligresti ha tenuto vuoto per dieci anni; è un modo per migliorare la vita all’interno della città di Milano; è un modo per mettere a frutto le proprie capacità, le proprie competenze e liberarle; è lotta per l’autodeterminazione e per dare senso alla parola “partecipazione”.

In questi primi giorni di occupazione siamo stati a Macao e abbiamo condiviso l’inizio di un progetto che guarda lontano. Ai lavoratori dell’arte, agli occupanti della torre va tutta la nostra complicità e tutta la nostra solidarietà va alla cittadinanza milanese che in pochi giorni ha saputo dimostrare che rompere la coltre dell’austerità è possibile e che già adesso l’insieme delle relazioni sociali e delle forme di vita che fanno una città possono irrompere felicemente nel presente per mostrarne un altro più ricco.

In questi giorni di occupazione della Torre Galfa abbiamo visto quanto sia consistente la capacità collettiva di recuperare un luogo della speculazione immobiliare per riaprirlo alla città; quanto sia diffuso il desiderio di trasformare le forme della partecipazione politica; quanto sia forte il desiderio di mettere in comune saperi, capacità, competenze per progetti di creazione collettiva che, in tempo di crisi, vengono continuamente mortificati. MACAO ci ha mostrato che la vita collettiva è più ricca e libera quando riesce a svincolarsi dalle istituzioni pubbliche e private.

Proprio per questo Macao è pericoloso! E’ pericoloso perché si trova nel centro dei luoghi di potere che devono agire indisturbati e in silenzio. E’ pericoloso perché prendersi quello spazio ha voluto dire porsi all’altezza della sfida lanciata dal potere oggi, andandosi a riprendere i propri diritti nei luoghi della finanza .

Di fronte a queste istanze il sindaco Pisapia ha ceduto al gruppo Ligresti che voleva liberare il proprio spazio, chiudendolo nuovamente: meglio uno spazio chiuso che uno spazio liberato.

Abbiamo già vissuto tutto questo, ricordiamo il cinema Arcobaleno di Bologna, ci passiamo di fronte tutti i giorni e tutti i giorni lo vediamo chiuso, dopo lo sgombero di novembre.

Ancora una volta emergono la paura e la miopia delle istituzioni quando vengono sfidate da una potenza collettiva e costituente che decide per sé. MACAO ha indicato una strada per il cambiamento, noi sappiamo da che parte stare.

Viva Macao, siamo con voi

Bartleby



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