Milano / Scesi i migranti dalla Torre di via Imbonati


Intanto ha ottenuto il rito abbreviato l’ispettore di polizia accusato dello stupro di una reclusa nel Cie meneghino; pm chiede inoltre 11 anni per un agente accusato di aver violentato, sempre nel Cie, una persona transgender

03 dicembre 2010 - 10:39

(dal sito di Radio Onda d’Urto)

Sono scesi i migranti che lo scorso 6 novembre salirono sulla torre di via Imbonati a Milano, a sostegno della lotta sulla gru a Brescia contro la sanatoria-truffa del 2009 e per il permesso per tutti. Abdeljarat, 32enne marocchino, è stato condotto in ospedale al Niguarda a causa di una colica renale e della disidratazione. Con lui, gli avvocati di fiducia. Marcelo, invece, è sceso con le proprie gambe dalla struttura dell’ex Carlo Erba, accolto dagli applausi di un centinaio di solidali. “La nostra – dicono i migranti in una nota – non è una resa ma una scelta ben precisa che ha come obiettivo quello di rilanciare il percorso appena iniziato, consapevoli che, in un mese di mobilitazione, nulla è ancora stato concretamente risolto”.

Restiamo in tema immigrazione e restiamo a Milano. Ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato, condizionato all’ingresso nel processo di alcuni documenti, l’ispettore di Polizia Vittorio Addesso, in servizio al centro di identificazione ed espulsione di via Corelli a Milano, accusato di violenza sessuale aggravata per aver molestato una giovane nigeriana, quando si trovava nel Cie. Stando al campo di imputazione, il poliziotto avrebbe molestato della 28enne, assistita dagli avvocati Eugenio Losco e Mauro Straini, come parte civile , mentre si trovava distesa su un materasso nella sua camera. Il giudice ha rinviato il processo al prossimo 2 febbraio, quando potrebbe arrivare la sentenza.

La procura ha invece chiesto una condanna a 11 anni e 5 mesi di reclusione per un poliziotto accusato di aver violentato una persona transgender brasiliana, quando era in servizio sempre a Corelli. All’agente vengono contestati anche una serie di altri reati, che vanno dal favoreggiamento della prostituzione alla concussione. L’uomo, Mauro Tavelli, era finito in carcere lo scorso giugno, e il suo processo, con rito abbreviato, potrebbe concludersi il prossimo 16 dicembre davanti al gup Gaetano Brusa.

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