Milano 25 Aprile 2010: contestazioni a Moratti e Podestà per tutto il corteo


Come il 12 Dicembre in piazza Fontana, Piazza Duomo intona “Bella ciao portalo via” e sommerge di fischi l’intervento del presidente della Provincia che patrocina i raduni nazi-fascisti Guido Podestà.

26 aprile 2010 - 11:46

(da Cantiere.org)

Non possiamo accettare un revisionismo per cui, durante la Festa della Liberazione a pontificare dal palco, a passeggiare in corteo, stiano gli stessi che, con l’altra mano, finanziano e supportano i raduni nazifascisti in programma l’1 e il 2 maggio a Milano. Gli stessi che promuovono politiche razziste e securitarie e votano le nuove leggi razziali e le politiche securitarie e l’indignazione della Piazza.

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Spezzone Que se vayan todos!

I carabinieri tentano di fermare il corteo ma vengono respinti

La riconquista di Piazza Duomo

Sin dal’inizio giovani e anziani, una trasversale indignazione ha denunciato l’ipocrisia delle istituzioni con slogan e alzando cartelli che recitavano: “No al raduno Nazifascista il 1 maggio e il 2 maggio a milano: Formigoni Moratti Podesta, regione provincia comune consigli di zona, milano sport: la vostra celebrazione e’ una vergogna basta complicità”. La contestazione ha accompagnato dall’inizio alla fine la assurda presenza di Moratti e Podestà nel corteo. Una presenza vergognosa per le politiche di questi personaggi ed ancora di più in questi giorni in cui Milano deve prepararsi a subire una settimana i raduni nazifascisti possibili solo grazie alla compiacenza di queste istituzioni e addirittura con il sostegno e patrocinio. In particolare Podestà è stato al centro della contestazione visto che la Provincia di Milano resta ad oggi l’istituzione che con Milano Sport sostiene il raduno nazifascista previsto per il 1 Maggio al Lido di Milano. Ben prima che il corteo arrivasse in Duomo le istituzioni sono state scortate a tutta velocità fin sul palco del Duomo, con un nutrito guppo di persone che ha seguito le autorità fin sotto il palco, portando la contestazione fino oltre le transenne. Nel frattempo mentre i primi spezzoni del corteo iniziavano ad arrivare nella piazza forze dell’ordine in antisommossa hanno violentemente cercato di fermare l’avanzata dello spezzone piu’ colorato allegro e comunicativo del corteo, formato da centro sociali, studenti e precari delle scuole, comitati per il diritto alla casa, comitati migranti e collettivi antirazzisti. La risposta determinata e indignata di migliaia di persone ha costretto le forze dell’ordine a dileguarsi velocemente, una operazione di esclusione già tentata il 12 dicembre scorso e già in quell’occasione rifiutata dalla città di Milano. Una Milano che ama veramente la libertà ed è antifascista che è stata impossibile da contenere poichè andava ben oltre lo spezzone dei centri sociali, con i migranti delle scuole di italiano autogestite, dei collettivi, dei movimenti di lotta per la casa che recitava “Que se Vayan Todos”, indicando, con un richiamo all’Argentina,il populismo razzista e i tentativi autoritari come la “fregatura” che ci propongono di fronte alla crisi. L’operazione politica di impedire la denuncia della connivenza di Podestà con i nazi-fascisti non è riuscita: lo spezzone più partecipato e che chiedeva l’annullamento immediato dei raduni nazi-fascisti è infatti riuscito a raggiungere Duomo mentre Podestà parlava. L’ingresso in piazza Duomo ha denunciato, con il plauso della stragrande maggioranza della piazza, l’indegna provocazione rappresentata dalla presenza di queste istituzioni nella piazza e addirittura sul palco del 65° dalla liberazione mentre nelle stesse ore finanziano e supportano gruppi e raduni nazi-fascisti. In ogni caso, come già il 12 Dicembre la piazza ha sommerso di fischi l’intervento di Podestà urlando a gran voce slogan come “fascista” e “giù dal palco”e intonando bella ciao nella versione “o partigiano portalo via”. E’ un fatto triste come a 65 anni dalla Liberazione riscontrare come i vertici di Anpi, Aned e CGIl preferiscano condividere il palco con personaggi che (a partire dall’infausto nome Podestà) hanno più a che spartire con il razzismo che con la libertà, più a che spartire con la speculazione sulla memoria che con la Liberazione. E’ un fatto che però tali vertici sono nella esatta tendenza di crisi e incapacità di relazione con la gente e le giovani generazioni esattamente in tendenza con la crisi dei vertici di tutte le organizzazioni politiche e partitiche del 900. Vogliamo augurarci che non siano stati tali vertici a sollecitare e consentire l’operazione di polizia che ha inutilmente cercato di fcercato di svuotare di politica e lasciare solo alla commemorazione la piazza di oggi, il 25 aprile a Milano. A questi signori diciamo che “il nuovo millennio ha urgenza di nuovi partigiani”, soprattutto in una fase in cui di pari passo alla crisi e alla precarietà crescono razzismo e rigurgiti autoritari. E addirittura riemergono nel 3 millennio organizzazioni nazi-fasciste, come il 1 e il 2 maggio vorrebbero riemergere a Milano. Non siamo solo giovani dei centri sociali, siamo in tanti ad essere ormai stufi di miopia ed incapacità di vertici politici che dovrebbero essere partigiani ed invece da anni hanno cessato di parteggiare, di pari passo hanno subito un crollo di partecipazione e capacità di presa di parola che dovrebbe fare commentare da sè l’incapacità e l’inopportunità dei suddetti vertici. Non ci stiamo al fatto che la storia e la memoria vengano riviste e cancellate in celebrazioni asettiche, come il 24 in Scala, mentre nel frattempo il tempo sembra riportarci indietro ogni giorni di più ad un passato intollerabile. Anche le organizzazioni suddette, ANPI e ANED in particolare sono un patrimonio prezioso della nostra storia, fondamentale per costruire e difendere un presente e futuro di libertà e diritti. Vogliamo rompere quindi anche con questo comunicato l’omertoso silenzio intorno alle scelte suicide dei vertici di queste organizzazioni, in particolare : la svendita delle sedi Anpi ai piani della Moratti, le celebrazioni tanto istituzionali quanto revisioniste del 24 Aprile in Scala, le operazioni fallite di rendere altrettanto rievisionate nel senso e asettiche nella capacità di parlare al presente delle mobilitazioni del 12 Dicembre 2009 e di oggi 25 Aprile 2010. E’ ora di prendere una altra direzione, questa presa negli ultimi tempi è di fatto un vero e proprio schiaffo alla storia antifascista, ai partigiani, ai deportati. Come tutti i vertici di questa politica di neo-liberismo, precarietà e guerra anche i vertici di queste organizzazioni se ne devono andare se hanno deciso di non condividere più i valori della resistenza: Que Se Vayan Todos!
Ostinatamente speriamo che una inversione di marcia ci sia a partire da ora, iniziando finalmente ad unire le energie per impedire in ogni modo che tra il 25 Aprile e il 2 Maggio Milano sia alla mercè di raduni nazi-fascisti. Invitiamo tante a tanti ad attivarsi insieme anzitutto per impedire la presenza a Milano di questi personaggi pericolosi, quindi invitiamo tante e tanti a firmare appelli, petizioni, moltiplicare le iniziative e la pressione di denuncia della connivenza delle istituzioni politiche responsabili così come di aziende “nostre” come Milano Sport che ad oggi ancora non ha ritirato la concessione ai nazi-fascisti del Lido di Milano, il 1 Maggio. Dobbiamo essere in tante e tanti il 1 Maggio in piazzale Lotto, dalle 10 alla sera, e ancora in tanti il giorno dopo il 2 Maggio. Per difendere libertà e democrazia, il nuovo millennio ha bisogno di nuovi partigiani.
Esprimiamo inoltre solidarietà a Luciano Muhlbauer e ai giovani e precari colpiti dalle manganellate mentre raggiungevano la piazza insieme a noi.

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