Migranti: “Siamo stanchi di aspettare in silenzio, la Questura deve rispondere pubblicamente”


Ad un mese dalla manifestazione del 19 maggio ancora nessuna risposta dalla questura di Bologna sulla gestione dei permessi di soggiorno. Sabato si torna in strada: appuntamento ore 10 in piazza Roosevelt.

23 giugno 2011 - 18:39

La protesta dei migranti per i permesso di soggiorno continua, come già un mese fa i migranti tornano a denunciare “la scandalosa gestione del rinnovo del permesso di soggiorno da parte della Questura di Bologna, fatta di ritardi nel rilascio e nel rinnovo dei documenti, di mancanza di un ufficio informazioni e di presunti maltrattamenti da parte degli impiegati”. Sabato alle 10, infatti, il Coordinamento Migranti di Bologna e provincia tornerà in piazza Roosvelt, per protestare e  chiedere un incontro con i dirigenti di  questura e prefettura: “Siamo stanchi di aspettare in silenzio- dice Giorgio- le questioni che abbiamo posto non sono private. Devono rispondere pubblicamente”. E prosegue: “Ancora oggi non sappiamo quante pratiche siano ferme all’Ufficio stranieri, non si sa perche’ i permessi vengano consegnati dopo mesi e mesi di attesa, e molto spesso con validita’ ridotta, e non conosciamo che fina abbiano fatto le pratiche per la sanatoria del 2009”.

L’attuale situazione, denunciano i rappresentanti del Coordinamento migranti, mette in difficolta’ non solo chi lavora ma anche chi studia. “E’ un girone infernale- commenta una studentessa- appena ci scade il permesso scatta il blocco automatico del piano di studi. E nell’attesa del rinnovo non possiamo sostenere esami”. Tra le richieste c’è ovviamente anche l’abolizione della Bossi-Fini: “Sara’ una giornata di denuncia delle condizioni in cui sono costretti a vivere i migranti non solo di Bologna ma di tutt’Italia, a causa di una legge ingiusta”, afferma Bas. E infatti anche nel resto d’Italia sono stati giorni di lotta e protesta per i migranti e sabato scenderanno di nuovo in piazza in tante città tra cui  Brescia, Napoli, Milano, Reggio Emilia e Modena.

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