Manifestazione contro la crisi


Più di 500 persone hanno sfilato questo pomeriggio da Piazza dell’Unità fino a Piazza Verdi. Una parte del corteo è riuscito a violare simbolicamente il divieto della Questura, raggiungendo con uno striscione Piazza Maggiore.

23 gennaio 2010 - 20:22

Più di 500 persone hanno sfilato in corteo da Piazza dell’Unità fino a Piazza Verdi questo pomeriggio. Dietro gli striscioni erano presenti varie realtà politiche  e sociali della città  (da RbB ai No Tav, dal Lazzaretto Autogestito al Partito Comunista dei Lavoratori, dai lavoratori dell’Hotel Carlton a Bologna prende casa,  al Laboratorio Crash! che in solidarietà con il corteo  del No TAV ha sfilato con uno striscione  che reciatava ” L’unica Grande Opera contro la crisi: reddito e diritti sociali. No ponte , No Tav, No cave” , fino a Xm24 che ha esposto uno striscione di solidarietà a favore degli attivisti del Lab Z di Palermo), studenti, migranti e precari,  accompagnati dalla musica della Banda Roncati e dai Fiati Sprecati, uniti nella protesta contro la crisi. Sebbene a livello istituzionale venga ripetuto orami da mesi che la crisi comincia ad allentare la morsa, e il refrain “ripresa” viene ripetuto come un mantra, la situazione rimane tutt’ora grave. Nella sola Emilia Romagna nel 2009 la cassa integrazione è cresciuta del 911%, il rinnovo del contrattato per molti precari è ormai un miraggio e le aziende tagliando continuamente posti di lavoro, limitandosi a dare la colpa alla crisi economica. Le istituzioni anche nella nostra regione sembrano essere interessate ad altre questioni (“Contro la crisi Bancomat per tutti, Paga la Regione” inneggiava uno striscione riferendosi allo scandalo Delbono), o non in grado di rispondere con delle serie politiche sociali.  La manifestazione di oggi non è stata solo una protesta contro l’assenza di queste politiche, è stata anche un modo per rilanciare la richiesta del blocco dei licenziamenti, degli sfratti, di una legge regionale sul reddito sociale, di un aumento degli ammortizzatori sociali e il diritto della cittadinanza riappropriarsi degli spazi pubblici che gli spettano di diritto. Diritto negato, visto il divieto della Questura di far arrivare il corteo in Piazza Maggiore (nonostante l’appello di Rdb inviato a Draghetti e a Delbono e rinviato al mittente), che è stato simbolicamente raggirato da alcuni manifestanti, che sono riusciti a volantinare e a esporre uno striscione nella piazza vietata.

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