Maghreb / Tunisia nel caos, già 50 i morti e oltre 600 gli arresti


Scontri violenti si registrano ancora anche in Algeria, dove i morti sarebbero cinque e i feriti più di 800.

10 gennaio 2011 - 16:27

(dal sito di Radio Onda d’Urto)

Sarebbero oltre 50 i morti provocati dalla repressione seguita alle rivolte del fine settimana contro il caro prezzi, la povertà e la disoccupazione. Le cifre sono state fornite dall’emittente radiofonica Kalima, censurata dal governo. Le vittime sarebbero almeno 16 nella città di Thala, 22 a Kasserine, 2 a Meknassi, 1 a Feriana e 8 a Reguab. Numerosi i feriti. Sempre secondo radio Kalima, stamani sarebbero stati trovati almeno altri 5 cadaveri nella città di Thala.
Sul suo sito web, la radio riporta inoltre testimonianze che parlano di un “massacro civile” e cita fonti secondo cui la polizia avrebbe aperto il fuoco anche contro il corteo funebre di un manifestante ucciso, impedendo la cerimonia di inumazione e costringendo i presenti ad abbandonare il feretro sulla strada per il cimitero. Numeri diversi vengono invece forniti dal network arabo al-Jazeera, che riporta le cifre diffuse dai sindacati tunisini e parla di 25 decessi. Secondo le autorità tunisine, le vittime sarebbero invece 14.

Nonostante la condanna della repressione arrivata oggi dall’Unione europea, a livello internazionale sembra regnare comunque una certa indifferenza nei confronti della rivolta sociale tunisina, soprattutto fra quegli Stati, come Francia a Italia, storicamente ritenuti partner politici ed economici di Tunisi.

Scontri violenti si registrano ancora anche in Algeria, dove i morti sarebbero cinque e i feriti più di 800. Un tassista 65enne, colto da malore dopo aver inalato dei gas lacrimogeni durante gli scontri svoltisi ad Annaba, nell’est del Paese, è deceduto in ospedale. E’ lui la quinta vittima della rivolta algerina, benché la sua partecipazione diretta alle manifestazioni non sia stata confermata. Intanto il governo ha annunciato delle misure speciali per ridurre i prezzi di olio e zucchero.

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