Londra / Cinquecentomila contro i tagli, attacchi a banche e corporation [foto]


Giornata di manifestazioni, azioni dirette ed occupazioni contro le misure di austerity del governo. L’ingente spiegamento di forze dell’ordine non ferma i manifestanti. Report dal nostro corrispondente dalla capitale britannica.

27 marzo 2011 - 14:45

Non ha deluso le aspettative la marcia per l’alternativa, convocata dai sindacati inglesi nella capitale per ieri, sabato 26 marzo.  Circa 500 000 lavoratori, studenti e attivisti si sono radunati ed hanno marciato per le strade di Londra contro le misure di austerity del governo: ingenti tagli al mondo della formazione e dei servizi pubblici e misure indulgenti contro i milionari, i banchieri e gli speculatori.

La manifestazione ha visto una composizione eterogenea, numerosi gruppi dal tutta l’isola si sono radunati ed hanno sfilato in maniera comunicativa e partecipata.  Come nelle altre manifestazioni di questa stagione di lotte inglese cominciata lo scorso autunno, la moderazione della piattaforma sindacale e la riluttanza della TUC (Trade Unions Congress) ad opporsi con fermezza alle politiche del governo ed a chiamare uno sciopero generale ha motivato migliaia di attivisti ad andare oltre la semplice sfilata comunicativa.

Già in mattinata, infatti, un corposo e partecipato spezzone di attivisti/e anarchici/e e simpatizzanti ha invaso le strade del centro,  assaltando banche, catene di multinazionali e dando del filo da torcere alla polizia.  La popolazione, a parte qualche eccezione, si è mostrata solidale ed ha supportato lo spezzone – mostrando ancora una volta la radicalità dell’opposizione ai tagli.  Più tardi, sempre in mattinata, la rete di attivisti UK UNCUT ha portato avanti occupazioni ed azioni dirette tra Piccadilly Circus ed Oxford Circus, prendendo di mira Topshop, Vodafone, Boots ed altri negozi simbolo dell’evasione fiscale dei multimilionari amici di Cameron e del suo governo, gli unici a beneficiare delle misure di austerity.  Nel primo pomeriggio  mentre i leaders della TUC parlavano dal parco, migliaia di attivisti/e si riversavano in Piccadilly occupando ‘Fortnum & Mason’, storico negozio di té e cibi costosi di proprietà di Philip Green, consulente di Cameron e superevasore fiscale.  Lo spiegamento delle forze dell’ordine è stato imponente, con almeno due elicotteri che hanno sorvolato e seguito per tutta la giornata gli spezzoni autonomi.
Fuori al Fortnum & Mason alcuni tafferugli tra i manifestanti che hanno occupato l’edificio e la polizia.  Dopo intensi scontri con barricate e lanci di oggetti, la polizia è riuscita a incordonare i manifestanti.  Tuttavia in Trafalgar Square ed in Oxford Circus migliaia di attivisti hanno continuato a scontrarsi con la polizia, attaccare negozi ed accendere fuochi.  L’ormai leggendaria ‘Samba Band’ ha accompagnato, instancabile, i manfestanti durante tutte le azioni.

Ore dopo la fine della manifestazione dei sindacati, il centro di Londra era ancora in mano ai manifestanti.  In Trafalgar Square i riots sono andati avanti fino a notte fonda, con ingenti lanci di oggetti e barricate contro la polizia, che si è trovata a dover incordonare una larga area includendo stazioni della metropolitana e dei treni.
La polizia ha riportato oltre 200 arresti, mentre ammonta ad un paio di decine il numero di manifestanti rimasti feriti durante i tafferugli.  La polizia si è dimostrata più violente che nelle scorse manifestazioni.  Oltre alla pratica del kettle (l’incordonamento dei manifestanti) che il movimento sta imparando ad evitare, in diverse occasioni i poliziotti hanno assalito con bastoni e scudi manifestanti soli e senza protezioni.  La presenza di numerosi ‘legal observers’ , in piazza per riportare abusi dei diritti dei manifestanti, non ha impedito alle forze dell’ordine di impiegare un altissimo livello di violenza.  Nonostante la repressione, il movimento inglese sembra determinato a opporsi con ogni forza alle misure del governo liberal-conservatore.

> Leggi anche il report di Indymedia London

> Ieri manifestazioni contro banche e austerità in molte altre città europee: report in inglese su edu-factory

Manifestanti in Piccadilly

Manifestanti in Piccadilly

Fortnum & Mason occupato dagli/e attivisti/e

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Attivisti/e resistono alla brutalità poliziesca

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Anche i monumenti dicono 'KILL THE CUTS'

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