Lo sciopero dei metalmeccanici riempie Bologna


In 30-40.000 al corteo regionale della Fiom. Dal palco parlano anche Uniti contro la crisi e studenti. Si chiede lo sciopero generale ma Camusso non risponde, i metalmeccanici: “Deludente”.

27 gennaio 2011 - 16:50

Migliaia e migliaia di persone (si stima tra le 30.000 e le 40.000) hanno partecipato questa mattina alla manifestazione regionale che la Fiom ha svolto a Bologna nel giorno dello sciopero generale di categoria.

In testa al corteo, lo striscione di apertura recita: “Da Pomigliano a Mirafiori, il lavoro e’ un bene comune, difendiamo ovunque il contratto e i diritti. La Fiom: un sindacato resistente”. Aprono il corteo i metalmeccanici di Reggio Emilia: “Contro l’attacco padronale, sciopero generale”. Sfila con gli operai anche il centro sociale Tpo di Bologna, con camioncino ecologico e uno striscione che dice: “Tutti uniti contro la crisi”. Gli stessi attivisti del Tpo, insieme a quelli del Paz (Rimini), dello Spam (Modena) e dell’Aq16 (Reggio), sono protagonisti di un fuori programma quando il corteo termina in piazza Maggiore e cominciano gli interventi dal palco. “Sciopero generale subito”, infatti, è’ il testo di un grande striscione calato dalle finestre di Palazzo d’Accursio, sede del Comune di Bologna. Dalle finestre del municipio vengono accesi alcuni fumogeni e lanciati volantini. Nello stesso momento, dal palco, anche una delegata Fiom invoca lo sciopero generale e dalle prime file si risponde con cori e applausi. Un altro striscione con lo stesso testo spunta dalle gradinate di San Petronio, innalzato dagli studenti e precari che sono arrivati in piazza Maggiore dopo i cortei [la diretta] che partiti da piazza Verdi ancora una volta hanno bloccato i viali.

Dal palco anche Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom, chiede con determinazione la proclamazione dello sciopero generale. Lo stesso fanno Gian Marco per Uniti contro la crisi [l’intervento] e poi gli studenti, anche loro sul palco con Giulia [l’intervento].

Ma la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, a questo tema non dedica neanche un passaggio del suo intervento. Mentre parla si sente qualche fischio e, ripetutamente, lo slogan “sciopero generale” dal cuore della piazza, in particolare dove sono collocati studenti e precari (ma si vedono anche diversi operai associarsi al coro). Quando Camusso finisce, la piazza reagisce piuttosto freddamente.  Ai cronisti che le chiedono con insistenza un commento sulla richiesta di sciopero generale,  Camusso si rifiuta di rispondere: “Basta, abbiamo gia’ parlato”.

Giorgio Cremaschi, membro della segreteria nazionale e del comitato centrale della Fiom, giudica “assolutamente deludente l’intervento di Camusso. Di fronte a una piazza che era unita nel reclamare lo sciopero generale, la segretaria generale della Cgil ha ostentatamente ignorato la parola”.

Per quanto riguarda l’adesione allo sciopero, queste le cifre fornite dal sindacato relativamente ad alcune delle fabbriche principali della regione: 90% all’Arcotronics, alla Gd e all’Ima (le grandi imprese metalmeccaniche di Bologna), ma anche 100% alla Tecnogas e alla Caterpillar, 85% alla Magneti Marelli che fa parte del gruppo Fiat, alla Lamborghini, 80% alla Ducati e 75% negli stabilimenti Fiat di Maserati e Cnh a Modena.

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