L’Ateneo chiede mille euro per un evento in Filippo Re. Embè: “Non sborseremo un euro”, ma conferma l’appuntamento


Ripubblichiamo il comunicato degli organizzatori di Embè, la rassegna estiva Do-it-yourself

29 giugno 2010 - 14:33

COMUNICATO STAMPA EMBè – Bologna Estate Do it yourself

Il 18 giugno scorso abbiamo presentato la rassegna Embé, un cartellone di eventi artistici e culturali. Abbiamo pensato di promuovere questa rassegna per sollevare una questione per noi fondamentale e che riguarda tutta la città e il suo futuro.

Bologna è ricca di un tessuto cittadino fatto di artisti singoli o raccolti in collettivi, associazioni, spazi autogestiti che quotidianamente promuovono l’attività culturale e artistica in città. Lo fanno tra mille difficoltà, incontrando nel migliore dei casi l’indifferenza delle istituzioni; senza ottenere nessuna forma di riconoscimento in termini econominici o di diritti, nonostante siano un’importante fonte di ricchezza per la città.

Più di una settimana fa abbiamo richiesto all’ Università l’utilizzo del Giardino di Via Filippo Re, per poter realizzare il 30 giugno il secondo evento della rassegna Embé. Questa volta l’Università ha deciso di mettersi di traverso. Infatti, a questa richiesta l’Ateneo, nella persona del prorettore Nicoletti, ha risposto vincolando la concessione del giardino al pagamento di una somma di denaro consistente (più di mille euro), da destinare alle pulizie dello spazio.

Riteniamo inaccettabile le condizioni che ci vengono richieste dall’Università perché pensiamo che non sia con la richiesta di un’ imposta che si valorizzano le attività artistiche e culturali. Semmai le istituzioni dovrebbero pensare ad un modo per finanziarle.

Le riteniamo inaccetabili perché la rassegna Embé è costruita da artisti, gruppi, associazioni che si autofinanziano, che a fatica – con i pochi soldi che guadagnano – riescono a portare avanti le loro attività culturali, artistiche e politiche.

Le riteniamo inaccetabili perché proprio queste realtà producono la ricchezza di Bologna e in cambio invece di avere un riconoscimento in termini economici, di diritti ottengono la richiesta di un’imposta.

Pensiamo che non è quella indicata dall’amministrazione universitaria la direzione da percorrere se si vuole davvero ripensare il futuro di Bologna.

Il 30 giugno saremo nel Giardino di via Filippo Re per realizzare il secondo appuntamento della nostra rassegna e lo faremo senza sborsare un solo euro.

Il 6 luglio Embé si trasferisce nel cortile di Santa Cristina.

Ci auguriamo che l’amministrazione universitaria si ponga nei confronti di questa rassegna con un atteggiamento di buon senso garantendoci le condizioni minime per la realizzazione degli eventi Embè, come ad esempio l’accesso alla corrente elettrica e l’uso dei bagni.

Embé- Bologna estate Do it your self

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