L’Aquila: rabbia e contestazioni a un anno dal terremoto


Nel centro storico ancora quattro milioni di tonnellate di macerie. Fischiata la lettura del messaggio del premier.

06 aprile 2010 - 17:57

(dall’agenzia di Radio Onda d’Urto – alcuni diritti riservati)

Circa venticinquemila persone si sono radunate ieri notte, con fiaccole, candele e lumini, nel centro dell’Aquila, per commemorare il terremoto che, il 6 aprile scorso, causo’ 308 vittime. Un gesto dal grande valore simbolico, che ha voluto non solo ricordare i morti, ma anche ribadire l’intenzione dei cittadini di tornare ad occupare il cuore della citta’, emblema di una comunità lacerata dalle scosse e violentata dalle speculazioni, politiche ed economiche, messe in atto in questi 12 mesi. In piazza Duomo sono confluite quattro lunghe fiaccolate, che hanno attraversato le poche strade aperte del centro, con attorno 4 milioni di tonnellate di macerie ancora da smaltire. Dopo la lettura dei nomi delle vittime, alle 3.32 -ora della devastante scossa dello scorso anno, le campane della chiesa delle Anime Sante hanno suonato a lutto, con 308 rintocchi. Dal cordoglio della piazza alla tensione nella seduta straordinaria del Consiglio comunale dell’Aquila. Alla riunione, cominciata alle 22, hanno preso parte centinaia di cittadini, ma i lavori sono stati più volte interrotti dai fischi levatisi durante la lettura del messaggio del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

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