“La proroga per il dormitorio di via Capo di Lucca non basta”


Il comunicato di Piazza Grande: servono “soluzioni di prospettiva, non estemporanee e emergenziali, chiare direzioni da seguire, risorse da mettere in campo e finalità da perseguire”.

29 marzo 2011 - 16:47

La notizia del prolungamento fino a giugno dell´apertura della struttura di accoglienza di via Capo di Lucca circola già da qualche giorno, manca l´ufficialità ma pare cosa certa. Secondo l´Associazione Amici di Piazza Grande questa è una buona notizia perché le circa 65 persone che hanno trovato ospitalità in quella struttura nei mesi invernali non saranno costrette a dormire all´aperto.

Nel corso della campagna di sensibilizzazione, lanciata da Roberto Morgantini e dai giovani del Pd e poi sostenuta da Cgil, Cisl e Uil e da altre realtà della società civile, Piazza Grande non ha ritenuto opportuno intervenire pubblicamente in quanto direttamente coinvolta nella gestione di via Capo di Lucca insieme all´Antoniano.

Allo stesso modo ci preme sottolineare che il prolungamento primaverile dell´apertura di un riparo per l´emergenza freddo, per quanto utile, lascia irrisolte molte questioni relative all´accoglienza e alle pratiche di riduzione del danno a Bologna.

Innanzitutto, i posti disponibili per il Piano freddo non erano solo quelli di Capo di Lucca, ma ne erano previsti altri 47 in via del Lazzaretto e 32 presso il dormitorio Beltrame. A questi numeri corrispondono altrettante persone senza dimora. Quale sarà il loro destino primaverile? Resteranno fuori solo perché non sono capitati nell´unica struttura che resterà aperta? Saranno accolti i non residenti?

La decisione del Comune, inoltre, non restituisce lo spazio di accoglienza diurno per le persone tossicodipendenti utenti del Drop in. Nei mesi scorsi abbiamo denunciato più volte, dalle pagine del nostro giornale e ogni volta che abbiamo affrontato l´argomento in occasione di eventi pubblici, la gravità della decisione di chiudere una struttura strategica per utenti e per il territorio in cui si trovava. Così come abbiamo criticato duramente la chiusura dei Laboratori di via del Porto e del dormitorio di via Lombardia.

La solidarietà è uno strumento importante: la campagna su via Capo di Lucca oltre a garantire un posto a una parte dei senza dimora della città, ha messo in evidenza il problema dell´accesso ai dormitori per i non residenti. Per queste ragioni non possiamo che essere grati a quella parte sana e vitale della città che si è dato da fare per questo.

Ma non abbiamo mai pensato che la solidarietà potesse essere la colonna su cui rifondare le politiche dell´accoglienza a Bologna. Queste, invece, devono essere urgentemente messe al centro di una riflessione seria e soprattutto condivisa tra amministratori del territorio, operatori del sociale e società civile. Sono necessarie soluzioni di prospettiva, non estemporanee e emergenziali, in cui siano chiare direzioni da seguire, risorse da mettere in campo e finalità da perseguire.

Associazione Amici di Piazza Grande Onlus

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