Joy, Hellen e le altre tornano nei Cie, ma la solidarietà non si ferma [audio]


Deportate in vari CIE, dopo essere state scarcerate, le donne migranti che avevano partecipato alla rivolta nel Centro milanese di via Corelli. Presidi e scioperi della fame a Brescia, Como, Milano, Torino e altre città.

13 febbraio 2010 - 18:45

> da: Radio Onda D’Urto

Sette mesi di carcere per la rivolta nel Cie di via Corelli a Milano, ad agosto 2009, e poi di nuovo rinchiuse nei lager di Stato per migranti: questa la sorte toccata a Joy, Debby, Florence, Hellen e Priscilla, cinque ragazze di nazionalità nigeriana, scarcerate stanotte, per evitare i presidi annunciati dalle realtà antirazziste fuori dalle galere di Como, Mantova e Brescia. Come detto, le cinque non hanno però ottenuto l’agognata libertà: sono finite infatti nuovamente nei famigerati Centri di identificazione ed espulsione, divise fra Modena, Milano, Torino e Roma. Almeno una di loro, Joy, aveva già rischiato di essere violentata nel Cie di via Corelli da un ispettore. Per questo la ragazza aveva presentato denuncia per tentato stupro. Joy, tra l’altro, è l’unica ad aver già effettuato l’udienza di convalida della detenzione per sei mesi nel Cie di Modena, prevista dall’iter giudiziario. Udienza che la ragazza ha svolto alla presenza di un difensore d’ufficio, pur avendo nominato come legale l’avvocato Massimiliano D’Alessio, a cui la notifica della nomina è arrivata troppo tardi. Dopo una notte e una mattinata di mobilitazione, attorno a mezzogiorno le diverse realtà lombarde che hanno sostenuto la lotta delle cinque si sono date appuntamento a Milano, proprio fuori dal lager di Stato per migranti di via Corelli. A Modena presidio nel pomeriggio, a Torino stasera alle 21, a Roma domani. All’interno dei Cie, diversi prigionieri hanno iniziato uno sciopero della fame in solidarietà con le ragazze

> Ascolta i collegamenti dai presidi

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