Italiani brava gente


Due donne morte al largo di Pantelleria. A Genova ordigno artigianale nella struttura che avrebbe accolto i migranti. La Lega invoca i mitra. A Napoli rubati centinaia di capi d’abbigliamento destinati ai profughi

13 aprile 2011 - 15:56

(dal sito di Radio Onda d’Urto)

Due donne sono morte durante uno sbarco di migranti avvenuto questa mattina a Pantelleria. Erano su un vecchio peschereccio con 250 persone, partito cinque giorni fa dalla Libia, finito su una spiaggetta in prossimità del porto – a quanto pare – per un errore di rotta. Lo scafo avrebbe confuso le luci di una caletta con quelle del piccolo porto dell’isola: questa, almeno, la prima spiegazione ufficiale fornita dalla Capitaneria di Porto che stava scortando in quel momento il barcone.

Aldilà delle ricostruzioni, quel che è certo è che gli immigrati hanno tenato di raggiungere a nuoto la riva. In quel frangente le due donne sono annegate, trascinata sott’acqua dal mare in burrasca. Secondo il sindaco locale, Alberto Di Marzo, ci sarebbe anche un disperso. Sei i bambini e una donna incinta sono invece ricoverati in ospedale, ma non sono in pericolo di vita. Al largo di Lampedusa, invece, è stato soccorso un barcone con 105 tunisini che stava affondando. Intanto, è a Catania il traghetto Excelsior partito ieri dall’isola siciliana con 700 a bordo. 335, somali e etiopi richiedenti asili, sono destinati al centro di Mineo. Gli altri, invece, tunisini, ripartiranno per un’altra destinazione al momento non nota.

Difficilmente i migranti potranno andare all’ex scuola Casaregis di Genova. Una bomba artigianale, composta da una bombola di gas da campeggio e una bomba carta come innesco, è esplosa infatti ieri sera nella struttura ligure, causando un incendio. Solo nel pomeriggio, e dopo grandissimi tensioni arrivate a sfiorare la rissa, il Comune aveva individuato le diverse aree in cui accogliere gli immigrati in arrivo da Lampedusa. Fra le strutture c’era anche l’ex scuola di Sampierdarena, quartiere popolare a ovest del centro storico. Il sindaco Marta Vincenzi ha parlato di un gesto “brutto e preoccupante”. Nessuna rivendicazione ufficiale al momento, anche se secondo i media liguri si tratterebbe di un attacco a sfondo xenofobo e razzista.

A sostegno di questa tesi ci sono gli striscioni, con il simbolo stradale del pericolo e la scritta “Invasione”, comparsi di fronte ad altre due strutture individuate dall’Amministrazione. A firmare i messaggi razzisti la sigla Vfs, acronimo dei naziskin del Veneto Fronte Skinhead. Il servizio con Lencio, del c.s. Buridda.

Dagli striscioni alle parole, incendiarie, pronunciate ieri anche da alcuni politici. “Bisogna respingere gli immigrati ma non possiamo sparargli, almeno per ora”. Queste le parole, testuali, del viceministro leghista Roberto Castelli, pronunciate ieri sera. Oggi Speroni, altro leghista, è tornato con violenza sul tema auspicando “l’uso dei mitra” contro gli stessi immigrati.

Problemi infine anche a Santa Maria Capua Vetere. La situazione nell’ex caserma trasformata in tendopoli è incendiaria ormai da giorni, e giovedì ci sarà un presidio antirazzista contro le condizioni di vita e i pestaggi denunciati dai migranti nel Centro di Accoglienza per Immigrati. Intanto, nella notte, l’ennesimo inghippo: centinaia di capi di abbigliamento destinati agli immigrati sono stati rubati la notte scorsa a Napoli. Il furto è stato messo in atto in un deposito del Comitato provinciale della Croce Rossa. I vestiti, tutti di false griffe, erano stati sequestrati giorni fa dalla Guardia di Finanza nel corso di un’operazione contro la contraffazione.

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