Intimidazioni all’Iqbal Masih


Dopo la mobilitazione antifascista di sabato strappate bandiere, strisiconi e manifesti, divelta la buchetta delle lettere. Pubblichiamo una nota del direttivo del circolo Arci di via della Barca. Solidarietà dal cpa Shakur

22 novembre 2011 - 17:45

> Il comunicato:

I casi strani della vita politica militante

Sabato 19 mattina

Il circolo Arci Iqbal Masih e altri compagni antifascisti, partecipano a un’assemblea indetta dall’ANPI al quartiere Reno, intervengono e mettono al corrente tutti i presenti che nel pomeriggio la stessa sala sarebbe stata concessa all’associazione Sole e Acciaio che avrebbero ospitato la presentazione di un libro per conto di Casapoud (nota sigla di rigurcito fascista) e invitano il presidente del quartiere Naldi e i presenti ad agire affinchè cio non avvenga, anche in memoria di quanti hanno sacrificato la vita per scacciare la canaglia fascista con la Resistenza. C’é stato risposto che nulla si poteva fare perchè l’associazione che aveva prenotato la sala risulta in regola con lo statuto e quindi non si poteva negargli l’accesso. Noi abbiamo insistito e quando tutti hanno abbandonato la sala in una decina di persone abbiamo deciso di occupare per non dare libero accesso ai fascisti in quel luogo. Dopo una mezz’ora circa e varie telefonate intrecciate, arriva la notizia che il Sindaco Merola e il prefetto, hanno deciso di revocare la concessione per ovvi problemi di ordine pubblico. Bene diciamo noi e lasciamo tranquillamente il quartiere. Tutto ciò si poteva fare anche prima visto che già dal giorno prima, avevamo messo tutti sull’avviso. così invece il Circolo viene preso di mira come responsabile dell’avvenuto diniego e caso strano, nella notte “qualcuno”, strappa lo striscione, le bandiere e i manifesti davanti alla sede del circolo, stacca la buchetta della posta e scappa. Sarà un caso, ma sospettiamo che non lo sia, quindi alziamo la guardia. Invitiamo tutti gli antifascisti (anche quelli che non c’erano) a darci man forte nella sorveglianza per non permettere al rigurgito di rifarsi della sconfitta politica subita, usando gli unici mezzi che sanno usare, lo squadrismo e la vigliaccheria.

Direttivo Iqbal Masih

> Comunicato di solidarietà:

Come antifascisti\e, e come collettivo politico che condivide il valore dell’antifascismo, intendiamo esprimere la nostra piena solidarietà al circolo Iqbal Masih che ieri notte è stato oggetto di un’intimidazione fascista in piena regola. L’Iqbal infatti, che da anni opera nel quartiere Barca, non ha lasciato passare sotto silenzio il fatto che i locali comunali della sede del quartiere Reno venissero concessi ai “fascisti del terzo millennio”, tanto coscienti della propria inadeguatezza politica da farsi prenotare la sala a nome di una delle sue pseudo-associazioni di “copertura” (in questo caso tale “Sole e acciaio”).
E’ giusto condividere alcune considerazioni riguardo i fatti di sabato mattina. Tanto per cominciare, vorremmo soffermarci sul disappunto che abbiamo provato nello scoprire che una chiamata antifascista -che di regola vede la viva partecipazione di tanti compagni- questa volta ha toccato la coscienza di pochissimi.
Complice forse il fatto che 20minuti di autobus dividevano la “Zona nostra, zona Antifa” -ovvero il ghetto del centro storico e universitario in cui siamo abituati ad auto-segregarci- dai fascisti?
Complice il “fitto” calendario di movimento che impegna con zelo le varie realtà bolognesi, tutte dichiaratamente antifasciste ma nessuna delle quali presenti ieri in prima persona? Il circolo Iqbal e le persone che quotidianamente lo fanno vivere, non ha esitato un momento ad offrire i suoi spazi, la sua esperienza ed energia per costruire insieme una risposta al puntuale tentativo di quei topi di fogna di alzare la testa. Non un secondo ha pensato di lasciar passare la situazione sotto silenzio, così come invece pare abbiano ritenuto conveniente fare tutti e tutte coloro che hanno considerato inutile, se non dannoso, farsi trovare uniti e compatti, all’estrema periferia della città, così come nel suo centro, a ricacciare con determinazione quella feccia nelle fogne. Scoprire che, anche a Bologna ormai, è possibile trovarsi in pochi interessati a ripulire strade e spazi dalla presenza fascista fa pensare, così come dovrebbe far pensare quanti si riempiono l
a bocca
della miglior retorica e poi “glissano” indifferenti quando ci sono da praticare le belle parole e gli altisonanti slogan.
Riteniamo che l’antifascismo non sia una sorta di sponsor di cui fregiarsi nel momento in cui non si ha altro da dire, tanto meno un immaginario demagogico di cui abusare nell’affannosa ricerca di proseliti. Piuttosto lo consideriamo un valore primario e totale, “propedeutico” rispetto a molte altre tematiche e a determinate posizioni politiche e che, in quanto tale, debba avere una risonanza pratica degna della bandiera che lo evoca.
Nell’usare molto ragionatamente il termine, di cui troppo spesso e con troppa leggerezza si abusa, ribadiamo la nostra personale stima e la nostra solidarietà ai COMPAGNI e alle COMPAGNE dell’Iqbal, certi di non dover dubitare mai della loro presenza laddove ce ne sarà di nuovo bisogno.

C.P.A. Shakur

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