“Informazione drogata”


Riceviamo e pubblichiamo dall’associazione Livello 57, chiamata in causa negli scorsi giorni sui giornali locali.

17 aprile 2010 - 17:50

Se l’art. 79 della legge Fini-Giovanardi valesse per tutti… tutti i sindaci andrebbero processati e condannati perché nelle strade delle loro citta’ si consuma e si spaccia!

Il 24 luglio 2009 si è concluso il processo contro il Livello 57, con la piena assoluzione per tutti gli attivisti del centro sociale dall’art. 79 legge 309/90 (agevolazione al consumo), che erano stati imputati “per aver adibito il locale ad uso abituale di consumo e spaccio di sostanze stupefacenti”, mentre per l’attività denominata coffee-shop, svolta unicamente nell’ambito delle iniziative antiproibizioniste, tre attivisti sono stati condannati a 6 mesi con pena sospesa e non menzione.

Questa sentenza ha riconosciuto la legittimità dell’attività politica antiproibizionista condotta dal Livello 57 per più di 10 anni, ha fatto chiarezza sulla montatura orchestrata dai carabinieri e dalla Procura di Bologna con l’unico obiettivo di chiudere e mettere a tacere coloro che si oppongono da sempre alla legge Fini-Giovanardi, che non fa altro che causare morti, far prosperare le mafie e riempire le carceri gia’ sovraffollate con oltre il 60% di reclusi per reati legati alle sostanze illegali.

In merito agli articoli comparsi il 16 aprile sulle pagine locali bolognesi in riferimento alle condanne del CA.CU.BO, dove viene richiamata la vicenda giudiziaria del Livello 57, vi proponiamo alcuni stralci delle motivazioni della sentenza del giudice Gamberini, affinché sia chiaro la montatura dell’accusa e l’illegittimità dell’articolo 79.

Le motivazioni della sentenza iniziano così:

“L’indagine che ha portato al presente procedimento ha avuto come oggetto il centro sociale ‘livello57’ … uno dei più importanti luoghi di aggregazione per il movimento antiproibizionista nella nostra regione, tanto da organizzare da almeno un decennio la c.d. ‘street rave parede’, corteo che si svolge nelle vie cittadine per sensibilizzare sui temi della ‘riduzione del danno’ nell’uso di stupefacenti e per chiedere la liberalizzazione della vendita delle c.d. droghe leggere”.

“La contestazione muove dall’assunto che, all’interno dell’ass. Livello 57 vi fosse una sorta di cartello tra spacciatori … secondo tale prospettazione , si sarebbe trattato di un’attività di spaccio consentita e addirittura incentivata dall’associazione”.

“Secondo questo giudice , questo assunto non ha trovato alcuna dimostrazione … se non addirittura è stato smentito”.

“Non vi è dubbio che quanto contenuto nell’informativa” (dei carabinieri) “sia per lo più il frutto di suggestioni o dell’esagerazione di informazioni ricevute da poco attendibili confidenti. Tuttavia anche ciò che è stato rappresentato dagli operatori sotto copertura appare spesso il frutto di affrettate congetture di spericolati salti logici”.

Il giudice Conclude in merito all’imputazione di spaccio (art. 73):

“Deve quindi concludersi … che in capo agli imputati , non possa configurarsi alcuna responsabilita’ penale, nemmeno sotto il profilo del concorso morale”.

In merito all’art. 79 (agevolazione) il giudicante scrive:

“Non vi e’ dubbio che i locali del Livello 57 fossero adibiti a finalità lecite (serate musicali concerti iniziative culturali) parimenti, tuttavia risulta evidente come, durante le serate vi fosse da parte degli avventori, un uso di sostanze stupefacenti … (come per altro avviene in tutte le discoteche”.

“Verosimilmente, come affermato dal teste …, per il numero notevole dei frequentatori, in locali come CA.CU.BO. e il Livello 57, l’organizzazione non era in grado di controllare il fenomeno dello spaccio”.

“Di conseguenza … tutti gli imputati debbono essere mandati assolti dall’imputazione (art. 79) perché il fatto non sussiste”.

Alla luce di questi estratti dalla sentenza chiediamo agli organi d’informazione tutti di rettificare qualsiasi informazione errata e offensiva apparsa il 16 aprile in merito al nostro procedimento legale e alle nostre attivita’ pubbliche e professionali.

Inoltre vogliamo ribadire che l’ associazione culturale Livello 57, tuttora , nonostante l’accanimento politico e poliziesco, continua a lavorare al fianco dei consumatori e delle vittime di questa repressione vergognosa, organizzando mobilitazioni ed iniziative culturali pubbliche contro la legge Fini-Giovanardi e in generale contro tutte le potiche discriminatorie e autoritarie. Mentre l’associazione di promozione sociale La57-alchemica non ha mai smesso di offrire sportelli informativi , corsi di formazione professionale e interventi di riduzione dei rischi in eventi come street parades, free party, festivals, etc a Bologna e in tutta Italia, auto-finanziandosi del tutto, essendo da oltre 6 anni senza alcun finanziamento pubblico.

L’articolo 79 e’ una forma subdola e violenta di controllo sociale usata spesso per colpire gli individui piu’ liberi e gli spazi autogestiti. Noi continuiamo a lottare per cancellare questa legge criminogena!

Diamo la nostra solidarietà a tutti coloro che sono colpiti in vario modo dall’ingiustizia di questa legge, e alle famiglie di coloro che hanno pagato con la vita le politiche proibizioniste.

Siamo comunque contenti di vedere sugli stessi giornali la notizia che giovani liceali hanno votato simbolicamente per la liberalizzazione delle sostanze leggere perche’ ci segnala, in questo momento di crescente oscurantismo, che sempre piu’ giovani si rendono conto del danno che producono le politiche proibizioniste.

Livello 57

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on Tumblr


Articoli correlati