Inchiesta Outlaw, cinque ai domiciliari


Solo un’attivista resta in carcere. Due degli indagati dalla procura bolognese sono stati arrestati in Valsusa, al Riesame la difesa produce una perizia medica: lividi e lesioni sarebbero riconducibili a fasi successive all’arresto

15 luglio 2011 - 18:29

Il gip ha disposto gli arresti domiciliari per i cinque attivisti vicini allo Spazio di Documentazione Fuoriluogo -tutt’ora sotto sequestro-  in carcere da aprile per l’inchiesta per associazione a delinquere condotta dalla Procura, accogliendo così la richiesta della difesa, che ha posto l’accento in particolare sul lungo periodo di detenzione già  trascorso e  sul pronunciamento del Tribunale del Riesame che ha escluso l’aggravante eversiva. Piazza Trento e Trieste, che nel frattempo ha inviato ai 27 indagati gli avvisi di fine indagine, ha comunque deciso di continuare a contestare anche l’aggravante

I cinque avranno tuttavia strette restrizioni per quanto riguarda la comunicazione con persone non conviventi

Resta invece in carcere una sesta attivista, arrestata un mese più tardi, la cui difesa non ha presentato richiesta di attenuazione della misura cautelare

Due degli indagati per ‘Outlaw’ sono detenuti a Torino dopo essere stati arrestati alla manifestazione in Valsusa del 3 luglio scorso. Stamattina a Torino si è tenuta l’udienza del Riesame sulla richiesta di scarcerazione avanzata dalla difesa, la decisione è attesa entro lunedì.

All’udienza uno dei legali ha presentato una relazione medica che giudica incompatibile le lesioni riportate dai due (visti dai cronisti all’udienza di convalida con molti lividi e, uno, con il braccio rotto) con lo scontro con le forze dell’ordine avvenuto nella valle: sarebbero ferite riportate durante le fasi dell’arresto o quando i due erano nelle mani delle forze di polizia.

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