Il Motorshow è una morta fiera di morte!


Perché insistere con manifestazioni fieristiche sorpassate dalla realtà piuttosto che proporre un salone di eco tecnologie, di prodotti eco sostenibili, di industria sulle fonti di energia rinnovabile?

29 novembre 2009 - 16:04

La Repubblica di oggi ci informa che l’amministratore delegato della Fiat Marchionne ha deciso che la casa automobilistica torinese produrrà automobili elettriche, ma lo farà negli States.
Allo stesso modo, sbrigativamente, la Fiat ha annunciato che avrebbe chiuso lo stabilimento di Termini Imerese.

I sindacati, nella loro protesta operaia, hanno ricordato che in base ai patti sottoscritti pochi mesi fa, Fiat si era impegnata a chiudere lo stabilimento ricevendo 500 milioni di euro di sostegno.
Marchionne, questo dirigente che ha scalato la gerarchia dell’azienda partendo dalla catena di montaggio, questo uomo cui strizza l’occhio la sinistra parlamentare, replica seccato che gli accordi non stanno esattamente in quei termini:
E’ lui l’uomo che nell’ultima decina di anni ha risollevato il bilancio della Fiat, quello che fa brillare d’orgoglio le voci degli speakers dei telegiornali quando si parla di acquisto di Opel e di Chrisler.
Che ne viene di tutto questo agli operai di Termini e a noi? Niente, si pagano le tasse per sentire di incentivi rottamazione e cassa integrazione, di mobilità e di precarietà. Gli spettri che quotidianamente ci vengono ricordati non vengono combattuti in alcuna maniera, si aiutano i soliti a sbarcare il lunario e a noi viene accorciato l’orizzonte alle prossime ore. Chi è che ci vede più in là? Chi ha il coraggio di farlo se non sapendo di illudersi, come gli operai di Termini.
Certamente lo ha fatto Marchionne per la Fiat (non per noi), ha guardato all’innovazione e ha scelto altrove. Qui restano i catafalchi delle fabbriche di automobili a rinverdire i fasti della propria obsolescenza e i lavoratori che ci lavorano condannati alla medesima obsolescenza, negli incentivi dati all’industria è compresa la loro rottamazione.
Eppure in California, lo stato che immatricola più automobili di qualsiasi altro, da almeno cinque anni il governatore repubblicano Arnold Schwarzennegger ha firmato una legge che proibisce l’immatricolazione di veicoli che non siano perlomeno ibridi. I petrolieri erano avvisati come gli industriali, gli amministratori e i politici.
Nello stato guidato dal cavalier Banana , dove tutti sono impegnati a riempirsi le tasche prima e più che si può, apparentemente nessuno ne aveva preso nota. Eppure Alfredo Cazzola era smontato di sella da un’azienda che aveva a che fare con le automobili vendendola a meno oculati investitori stranieri.
Da buon self made man italiano ha poi tentato gli altri passaggi obbligati di una carriera: calcio, speculazione edilizia, carriera politica con gli ancora maggiormente obbligati sbandieramenti sentimentali.
Ora la fiera è dimezzata nella durata e svuotata degli investimenti delle case di produzione motociclistiche e automobilistiche gli enti locali si prodigano per scongiurare che si trasferisca altrove e promettono investimenti per trattenerla.
Ancora una volta il costume italiano non tradisce e si scelgono toppe da cucire sugli strappi del vestito, ma del resto la maschera nazionale è Arlecchino e noi la rappresentiamo perfettamente.
Credo che questi temi vadano denunciati, la scarsità di progettazione e programmazione in materia di energia e di sviluppo industriale sia in ambito nazionale come locale.
La mancanza di sensibilità per la tematica dell’innovazione, perché insistere con manifestazioni fieristiche sorpassate dalla realtà piuttosto che proporre un salone di eco tecnologie, di prodotti eco sostenibili, di industria sulle fonti di energia rinnovabile?.
Il Motorshow è una morta fiera di morte!

Roberto Serra
fotoreporter

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