Il comitato Primo marzo: Questura «responsabile della clandestinità»


Durante i mesi di attesa del rilascio dei permessi di soggiorno è impossibile per i migranti lavorare o viaggiare. Si parlerà anche di questo all’assemblea pubblica di sabato mattina alle 10, al Lokomotiv di via Serlio.

10 giugno 2010 - 23:23

Il comitato “Primo marzo” di Bologna, nato per organizzare lo sciopero degli stranieri di tre mesi fa, e di cui fanno anche parte il Coordinamento Migranti di Bologna e Provincia e l’Associazione Ya Basta!, ha accusato stamattina in una conferenza stampa la Questura, definendola “responsabile della clandestinità”, per i tempi lunghi necessari al rilascio del permesso di soggiorno. “Bologna era una delle città pronte a ospitare noi migranti – dicono – Adesso ci vogliono mesi e mesi per il rinnovo del permesso, senza il quale è impossibile essere assunti o viaggiare”.

Questo problema , così come i restringimenti alla libertà e ai diritti die migranti causati dalla Bossi-Fini e dei pacchetti sicurezza e la necessità della chiusura dei Cie, saranno al centro dell’assemblea pubblica di sabato mattina al Lokomotiv di Via Serlio, a cui sono satti invitati anche i comitati primo marzo attivi nelle altre città della regione. “Il primo marzo non dov’essere una ricorrenza, è un movimento”.

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