Hera trovò rifiuti tossici in viale Pichat, ma lo tenne nascosto per tre settimane


C’è un’indagine della Procura, che accusa di falso quattro funzionari. Chiusa, intanto, l’inchiesta sugli appalti dei rifiuti: per Hera altri quattro indagati.

17 maggio 2010 - 18:27

Rifiuti tossici ritrovati durante alcuni scavi nell’area che ospita la sede di Hera a Bologna, in viale Berti Pichat, ma denunciati con tre settimane di ritardo dalla societa’, con tanto di atti che sarebbero stati falsificati per far sembrare piu’ recente il ritrovamento. Accadde a meta’ del 2008, ma la Procura di Bologna lo ha scoperto molto piu’ tardi mentre indagava sulla vicenda dei presunti appalti ‘truccati’, che vede sei persone sotto inchiesta. L’accusa, per quanto riguarda i rifiuti tossici, e’ quella di falso e coinvolge quattro dipendenti di Hera che erano responsabili del cantiere. Hera, dal canto suo, specifica di aver spiegato agli inquirenti che il tempo intercorso prima della segnalazione e’ stato dovuto a un lavoro di “indispensabile approfondimento” sulla natura delle sostanze ritrovate.

Per quanto riguarda l’inchiesta sugli appalti, invece, si apprende oggi che la Procura ha chiuso le indagini inviando l’avvisto a quattro funzionari di Hera e a due imprenditori: i reati di cui sono accusati sono turbativa di gara e rivelazione di segreto d’ufficio, ma in un caso ci sono anche abuso d’ufficio e falso. Le gare finite sotto inchiesta, a trattativa privata, sono cinque e riguardano appalti collegati al settore dei rifiuti. Le imprese che le hanno vinte, la “Special Trasporti” di Sala bolognese e la “Gama” della provincia di Ravenna, secondo le accuse vennero favorite: nel corso della procedura, sarebbero state ‘aiutate’ da funzionari Hera a rilanciare l’offerta cosi’ da battere la concorrenza. Hera, in questo caso, spiega di aver sospeso cautelativamente i funzionari coinvolti.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on Tumblr


Articoli correlati