Grecia / Vince la Merkel, già annunciata opposizione di Syriza


Conservatori europeisti primo partito, cresce ancora la sinistra radicale che resta all’opposizione. Socialisti (Pasok) verso il tracollo, ma candidati per la “koalition”.Alba Dorata entra in Parlamento e se la prende con gli egiziani.

18 giugno 2012 - 16:54

Dovranno restare fedeli agli impegni presi con l’Europa della Merkel, i Greci. Le elezioni di ieri consegnano un parlamento in cui la componente conservatrice (Nea Dimokratia) “sbanca”, arrivando al 30% e aggiundicandosi ben 130 seggi (erano 108 dopo le scorse elezioni, sfociate in più tentativi falliti di formare un Governo). Al secondo posto Syriza, il partito della sinistra radicale, che con il 26,7% aumenta ancora i propri eletti: sono 71, a fronte dei 52 della recente tornata elettorale. Il Pasok, il partito dei socialisti democratici, crolla di nuovo, registrando un misero 12,5% di preferenze che corrispondono a 33 deputati (erano 41). A seguire gli indipendentisti di Kammenos con il 7,45 %, i nazionalisti neo-nazisti di Alba Dorata (Chrysi Avgi) che raggiunge il 6,95% e resta in Parlamento (con 19 deputati) dopo esserne entrata per la prima volta nelle scorse elezione; Sinistra democratica al 6,1% e il partito comunista Kke segna un 4,46%.

Stando alle dichiarazioni a scrutinio ancora in corso, si andrebbe verso un Governo di (Cor)Responsabilità dei Partiti per applicare le misure “esportate” dalla troika europea: pagare i debiti contratti con le banche (soprattutto tedesche), finire di distruggere quel resta dello Stato Sociale, ottenendo in cambio di poter morire di fame con l’Euro in tasca.
Alcuni commentatori già azzardavano la composizione dell’alleanza: una “tzatziki koalition” di quattro partiti (Nea Dimokratia, conservatori, lo “yogurt”; Syriza, sinistra radicale, “l’olio”; Pasok, socialisti, “l’aglio” e Dimar, sinistra democratica, il “cetriolo”, di fresca scissione da Syriza), ma sono smentiti dagli stessi interessati: Syriza ha già annunciato che starà all’opposizione perché non crede nel “memorandum” dettato dalla troika e firmato dai partiti “responsabili” (principalmente Pasok e Nea Dimokratia) e lo ritiene una soluzione che aggraverebbe la situazione greca: “Il futuro non cambia con metodi che non funzionano”, ha commentato Tsipras, leader del raggruppamento di forze della sinistra radicale.

In realtà, una “Koalition alla tedesca” basterebbe: i 130 deputati conservatori e i 33 socialisti costituiscono la maggioranza in Parlamento (163 su 300).
Ma lo stesso Pasok tenta di “sfilarsi” dalla Koalition: l’ex ministro dell’economia Papandreou si auspica una convocazione da parte del Presidente della Repubblica Papoulias di tutti i partiti e l’affidamento di un mandato comune. Che molti partiti rifiuterebbero, gettando di nuovo la Grecia nell’impasse parlamentare. Strana soluzione per chi dovrebbe aspirare a governare, forse dettata dalla consapevolezza che le ristrettezze che il prossimo governo dovrà imporre ai cittadini greci costituiranno l’ennesima “mazzata” e il suo partito rischia seriamente di sparire dalla scena politica qualora, una volta al Governo, la situazione interna si aggravasse.

D’altra parte nessuno dei partiti “minori” sembra poter venire in aiuto per sbrogliare la matassa: gli indipendentisti sono anti-europeisti convinti, Dimar, pur staccandosi da Syriza, rimane su posizioni fortemente contrarie al memorandum e alla “troika”; il KKE, partito comunista ellenico filo-sovietico, è ufficialmente favorevole all’uscita della Grecia dall’Euro e dalla Nato e rifiuta di allearsi con qualsiasi forza di sinistra, ritenute troppo poco anti-capitaliste (figuriamoci il Pasok). Neanche Crysi Avgi (Alba Dorata) sembra obiettivamente presentabile per un ingresso nel Governo. Il partito neo-nazista e xenofobo ha fatto molto parlare di sé in queste settimane, principalmente per episodi di violenza: un suo esponente (eletto in parlamento) ha aggredito fisicamente due deputate delle sinistre durante una trasmissione televisiva. Pochi giorni fa, inoltre, un manipolo di militanti neo-nazisti ha aggredito, fin dentro la sua casa, un 28enne di nazionalità egiziana, pestandolo a morte perché “colpevole” di “rubare il lavoro ai greci” (molti egiziani in Grecia lavorano nella pesca, ritenuta attività “tradizionale”). Il giovane è ora ricoverato in condizioni gravi in ospedale.

Non si sa ancora chi sarà, ma già è certo il programma del futuro governo di unità nazionale. Lo ha dettato ancora una volta la cancelliera Merkel che qualche giorno fa ammoniva i greci prima delle urne: “Rispettare gli impegni”. E intanto la UE fa sapere che attende la formazione “in tempi brevi” di un nuovo Governo per ri-mandare gli ispettori, che dovranno valutare i “passi avanti” nei conti pubblici per una ristrutturazione del debito greco.

Estate calda, e autunno che si prospetta bollente, in Grecia. Il primo assaggio, simbolico, sarà proprio Venerdì prossimo, in vista del Quarto di Finale degli Europei che vede opposte Germania e Grecia, a contendersi un posto nell’Olimpo d’Europa (calcistica). Prepariamoci a “Tifare Rivolta”.

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