Grecia / Scontri in piazza, un morto. Assediato il parlamento


Secondo giorno di sciopero generale. Paese bloccato. Un morto tra i manifestanti che si scontrano con la polizia. I partiti difendono il parlamento. Mentre i soldi volano all’estero.

20 ottobre 2011 - 23:05

Il report della giornata da Radio Onda D’Urto

AGGIORNAMENTO ORE 17 – Un morto – un 53enne sindacalista edile del Pame, deceduto per arresto cardicircolatorio – e quaranta feriti: è questo il durissimo bilancio degli scontri odierni davanti al Parlamento di Atene. All’interno dell’emiciclo c’erano in discussione nuove pesantissime misure – tagli, licenziamenti e cancellazione del contratto collettivo d’impiego-avanzate dal governo socialista. Fuori, una grande manifestazione di piazza, con decine di migliaia di persone scese in strada per contestare le ricette lacrime e sangue. In mezzo, oltre al classico sbarramento di agenti, centinaia di uomini del servizio d’ordine del Pame, il sindacato legato al partito stalinista Kke, che si sono duramente scontrati con centinaia di giovani vicini al movimento anarchico ellenico. Questi puntavano ad assaltare il Parlamento: un’operazione resa impossibile proprio dalla presenza del servizio d’ordine stalinista che, bastoni alla mano, ha inseguito e messo in fuga i manifestanti. Ne sono seguiti lanci di pietre e scontri corpo a corpo, dove ci sarebbero stati sia i feriti che il decesso del 53enne. Migliaia di persone sono poi scappate da piazza Syntagma, tornando davanti al Parlamento solo dopo un’ora. A quel punto, però, i militanti di Pame e Kke avevano abbandonato la manifestazione, lasciando la difesa del Parlamento agli agenti che si sono a loro volta scontrati con anarchici e altri manifestanti ancora intenzionati a bloccare fisicamente l’approvazione delle norme anticrisi, definite “appropriate” dalla troika, che di fatto le aveva imposte all’esecutivo.

La manifestazione di oggi in Grecia doveva rappresentare il culmine delle 48 ore di sciopero generale indette dai maggiori sindacati greci. Già ieri oltre 100.000 persone avevano manifestato per le strade di Atene dove centinaia di attivisti avevano scatenato per ore una guerriglia urbana che ha provocato una cinquantina di feriti oltre che ingenti danni in piazza Syntagma e nelle strade adiacenti. A anche oggi tutti i settori del lavoro sono fermi – trasporti pubblici, traghetti e aerei – come si astengono dal lavoro dipendenti statali e del settore privato, professionisti e dipendenti dei supermercati mentre continua pure lo sciopero dei netturbini. Chiusi anche scuole e ospedali dove sono garantiti solo i servizi di pronto soccorso.

 

AGGIORNAMENTO ORE 14: Pesanti scontri in piazza Syntagma fra il servizio d’ordine del sindacato Pame, legato al partito comunista Kke, e alcune centinaia di giovani legati in gran parte agli ambienti anarchici e antagonisti oltre a semplici manifestanti intenzionati a bloccare fisicamente l’approvazione delle norme parlamentari. Il servizio d’ordine del Pame, schierato a difesa del Parlamento, ha caricato con violenza chi voleva dare l’assalto al Palazzo dove si stanno votando le norme draconiane. L’intervento della polizia, sempre contro i manifestanti, ha disperso le centinaia di giovani. Ora la mobilitazione prosegue in un clima di grande confusione e tensione.

 

ORE 12 – Secondo giorno di sciopero generale e generalizzato in Grecia. Da ieri risulta praticamente bloccata qualsiasi attività. Oggi il Parlamento vota l’adozione delle nuove misure di austerity imposte dalla Troika. Sul piatto un nuovo pacchetto di tagli e licenziamenti di massa nel settore pubblico, la sospensione del contratto collettivo nazionale di lavoro, tagli a salari e pensioni e nuove tasse. Oggi i sindacati Gsee e Adedy hanno convocato una nuova grande manifestazione a piazza Syntagma, dove si trova il Parlamento. Sono decine di migliaia le persone in piazza Syntagma.

 

>  Il commento alla situazione greca di un nostro redattore

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