“Gente a straccio”


Sold Out: “Parliamo di Bologna che celebra il suo milionario cantautore degli ‘ultimi’, mentre i bisogni primari di molti di loro vengono calpestati, parliamo della chiusura di strutture di accoglienza nel silenzio generale”.

12 aprile 2012 - 18:45

Il 31 marzo tutti i dormitori per l’emergenza freddo chiudono come da contratto. Ok, si sapeva. Tutti gli anni è così. Fino alla prossima emergenza. E le persone saranno sempre quelle e tante altre rimarranno fuori e via così all’infinito. Sembra sempre tutto uguale, ma a guardare le cose da vicino delle differenze ci sono, in peggio ovviamente: Bologna quest’anno ha toccato uno dei suoi livelli più bassi di accoglienza con l’apertura del campocontainer di Parco Nord; inoltre le gare al ribasso ed i budget ridotti all’osso hanno dimezzato la presenza di operatori nei ripari notturni. Facendo crollare così la qualità del lavoro e del servizio offerto.

Oltre agli addetti ai lavori pochi sanno infatti che gran parte del lavoro relativo al Piano freddo quest’anno è stato sostenuto anche da volontari e soprattutto da un gruppo di persone in borsa lavoro. Persone che hanno svolto un importantissimo lavoro di mediazione, prossimità e manovalanza per poco più di tre euro l’ora.

Si sa: un’opportunità di inserimento non si butta mai via, anche se sotto pagata! Il fatto è che alcune di queste persone hanno dovuto fare le valigie e andarsene dai dormitori che le ospitavano proprio il giorno dopo la fine del Piano freddo e quindi della loro borsa lavoro. Così: senza prospettive né alternative. Ci chiediamo: se l’unica logica che regola la lista per un posto letto e dopo tot mesi bisogna lasciare posto ad un altro che aspetta, a cosa servono i Tavoli tecnici, gli Sportelli sociali, i Piani individuali, gli uffici in Comune e in Asp? Per mandare via le persone ogni sei mesi basterebbero un calendario e due operatori! Si potrebbe così risparmiare un bel po’ di soldi in stipendi di amministratori e magari allungare le permanenze in dormitorio di qualche mese e dare una prospettiva a lavoratori con contratti straccio o in cassa integrazione.

La situazione è aggravata dal fatto che il dormitorio a bassa soglia di accesso di via Lombardia viene chiuso senza offrire alternative.

In Città un po’ tutti, dal sindaco in giù, celebrano la memoria di Lucio Dalla e dei suoi “ultimi” proprio mentre girano le spalle ai più deboli della città. Nell’ignoranza e nell’ipocrisia generale di una città sempre più cinica e stucchevole.

Bologna Sold Out è nella posizione per poter vedere tutto questo e invita tutte le forze sociali cittadine (gestori, Consulta contro l’esclusione sociale, sindacati, partiti, associazioni) a discutere e prendere posizione su dove sta andando il sistema di accoglienza Bolognese. E’ un invito ad aprire gli occhi, vedere ciò che è evidente e rimettere al centro le persone.

Bologna Sold Out
(Rete di operatori, persone senza dimora, utenti, cittadini e curiosi del sociale)



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