La nuova riforma universitaria sarà legge a ottobre


“Correttivi” al 3+2, misure per “ricambio generazionale” e efficienza. E l’approvazione cadrà in autunno, storicamente la stagione delle mobilitazioni più accese

30 giugno 2010 - 13:28

Intervistata su Radio1, la ministra Mariastella Gelmini ha annunciato che la nuova riforma dell’università, secondo la calendarizzazione delle camere, sarà legge entro metà del prossimo ottobre. Così, altre priorità, come la manovra straordinaria imposta dalle istituzioni transnazionali per rimettere i conti a posto e scaricare verso il basso i costi della crisi e il ddl sulle intercettazioni fortissimamente voluto dal premier, hanno fatto slittare l’approvazione del nuovo ddl Gelmini, facendo sfumare l’ipotesi di una quieta approvazione estiva: il voto della Camera andrà proprio a cadere nel periodo più propizio per le mobilitazioni di studenti e ricercatori.

“Serve fare in modo che si crei sinergia tra il sistema della formazione e il sistema del lavoro”, ha spiegato la ministra. “Questa riforma punta all’utilizzo piu’ adeguato delle risorse, ad una gestione degli atenei improntata all’efficenza, punta a favorire il ricambio generazionale”. Proviamo a tradurre: tagli agli organici, più precariato sottopagato, mannaia su atenei e corsi di laurea poco produttivi, come piace all’Aquis, la lobby-zattera su cui cercano di salvarsi le università più ricche a discapito dei piccoli atenei. E non è tutto: sono previsti anche correttivi al sistema del 3+2: “Ma senza stravolgere un sistema che ha già subito tanti scossoni”, dice Gelmini. Il 3+2 “ha dato meno risultati” del previsto, “ma non si può continuamente ripartire da zero”.
C’è abbastanza carne al fuoco per intravedere un nuovo autunno caldo dell’università. Mentre la crisi si stringerà ancora di più su molti altri settori del mondo del lavoro.

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