Francia / A Parigi i sans papiers occupano il Museo dell’Immigrazione


Dopo il corteo e il presidio permanente di Brescia, e in vista del 16 ottobre, da Oltralpe segnali di una lotta che vuole ovunque generalizzarsi.

10 ottobre 2010 - 22:17

Da giovedi 7 Ottobre circa 500 lavoratori sans papiers, parte del movimento che da da quasi un anno sta lottando per l’ottenimento di un permesso di soggiorno di tipo “salariato” (la cui durata è legata alla durata del contratto, ma non inferiore ad un anno, rinnovabile), stanno occupando la Cité Nationale de l’Histoire de l’Immigration, Porte Dorée, sud-est “dentro mura” della Capitale francese.

Il 12 Ottobre scorso una grande manifestazione aveva sfilato per le strade di Parigi, ottenendo un incontro al Ministero dell’Immigrazione e dell’Identità Nazionale. Da quel momento in poi i 6804 lavoratori sans papiers hanno deciso, con l’appoggio di diverse associazioni (Resf, La Cimade, Autremonde, Droits Devant, Femmes et Egalité, per citarne che alcune) e formazioni sindacali (CGT, CFDT, FSU, Solidaires) di continuare la mobilitazione con lo sciopero permanente e l’occupazione delle agenzie di somministrazione lavoro (interinali), trattandosi, come spesso accade per i migranti, di lavoratori impiegati con contratti precari soprattutto nella ristorazione, nei servizi alle imprese (pulizie) e nella fervida industria edile parigina.

Per otto mesi, girando per la Capitale francese, non era difficile imbattersi in una di queste sedi di agenzie interinali presidiate giorno e notte dagli scioperanti. In occasione dello sciopero migrante del Primo Marzo si era avuta un’ulteriore occasione di manifestazione di quella lotta.

Nel Giugno scorso, in centinaia occuparono per settimane il marciapiede davanti al Teatro in Place de la Bastille, resistendo ad uno sgombero e riuscendo ad ottenere, il 18 Giugno 2010, una direttiva nazionale che regolava finalmente la procedura di ottenimento del permesso di soggiorno per i lavoratori interinali: in particolare il testo prevedeva la possibilità per i lavoratori in sciopero di riprendere il lavoro, ottenendo un permesso temporaneo di 3 mesi “in attesa dell’analisi del dossier per l’ottenimento del permesso di tipo “salariato” e in cui si fissava un periodo minimo di lavoro negli ultimi due anni.

Durante l’estate passata circa 1600-1800 dossier sono stati presentati alla Prefettura di Parigi, non ricevendo, al rientro della pausa estiva, nè il permesso temporaneo e venendo rifiutati in massa per “incompletezza”. La Cimade aveva allora denunciato all’inizio di Settembre da un lato la mossa della Prefettura, volta a introdurre nuovi criteri e documenti necessari, contravvenendo agli accordi presi in Giugno direttamente con il Governo; dall’altro la vera e propria ritorsione delle grande imprese dell’interinale che rifiutavano di proporre missioni ai partecipanti allo sciopero, sebbene anch’esse si fossero impegnate in senso opposto durante i tavoli con Governo e lavoratri in lotta. E, infine, gli arresti dei sans papiers che avevano scioperato, proseguiti durante l’estate, nonostante fosse previsto il permesso temporaneo di 3 mesi, che non è stato mai stato consegnato.

Oggi si apprende un nuovo tassello: il Ministero si è rifiutato di considerare come periodo lavorativo gli otto mesi di sciopero intrapresi, mettendo di fatto fuori dalla procedura la quasi totalità degli scioperanti (solo 15 autorizzazioni provvisorie di soggiorno sono state ad oggi consegnate dalla Prefettura). Lo sciopero non è un diritto per chi non ha diritti!

All’interno del ex Museo delle Colonie, trasformato poi nel luogo della Storia dei colonizzati e dei migranti in genere, i sans papiers riprendono la lotta richiedendo in primis la consegna delle autorizzazioni provvisorie con possibilità di lavoro, con le quali possano accedere al permesso di soggiorno di tipo “salariato” vero e proprio.

d.g.

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